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Bicycle Cards

Nazione: Italia
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Autore: Ganio-Mego Giuseppe
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Citazione del giorno

Chi ha scelto di essere padrone della propria esistenza, non accontentandosi di una vita da puro e semplice cliente/consumatore, usa la bicicletta

-- Wolfang Sachs
 

Qualche mese addietro su queste colonne digitali avevo segnalato il lancio delle bici pubbliche a Dublino (l’inglese “bike sharing” è dispensabile, secondo me). Era il 13 settembre 2009 quando 450 biciclette venivano rese disponibili al pubblico in 40 postazioni distribuite nel centro cittadino. Ebbene, si chiederà qualcuno, come sono andate le cose da allora? Ricordo che le attese non erano ottimistiche, al punto che un autorevole commentatore dell’Irish Times si era lasciato andare a pesante ironia, preveggendo che buona parte di quelle bici sarebbero finite presto in fondo al fiume che attraversa la città, il Liffey. Il suo pensiero andava probabilmente agli effetti devastanti delle libagioni alcoliche, che nel fine settimana tengono occupati molti giovani e meno giovani dublinesi, con effetti imprevedibili, tipo persone scomparse nel fiume o addirittura in quel rigagnolo a forma di canale che scorre nella parte sud della città. Ebbene, tutto questo non è avvenuto. Al contrario l’esperienza dublinese si segnala, fino ad ora, come una delle più positive. Per cominciare, nessuna bicicletta è stata rubata o andata smarrita. Se si pensa alla disastrosa partenza della Velib parigina, i dublinesi hanno di che essere soddisfatti. Nella capitale francese nei primi 18 mesi circa metà delle biciclette andarono perse, rubate o danneggiate. A Dublino una sola bicicletta è stata sottratta, ma è riapparsa due giorni più tardi. Certo, la differenza di scala è evidente – a Parigi le bici pubbliche sono 20mila –, ma l’avvio è comunque incoraggiante. Nei primi tre mesi sono state 22mila le persone che si sono registrate allo schema, che prevede due modalità di iscrizione: della durata di tre giorni (costo 2 euro) o lungo termine (10 euro) e l’utilizzo gratuito della bici per la prima mezz’ora. In giro per la città le db, abbreviazione per Dublin Bikes, sono piuttosto visibili e con il loro colorito azzurro donano una tonalità graziosa al grigiore che attanaglia la città. I responsabili del servizio si dicono soddisfatti e segnalano dati in crescita per l’utilizzo della bicicletta in generale. Tra il 2002 e il 2006 al circolazione di biciclette è cresciuta del 6 per cento a Dublino, questo mentre nel testo del paese la biciclette perdeva progressivamente punti rispetto ad altri mezzi di trasporto (uno su tutti, l’auto). Nello stesso arco di tempo si è registrata una forte contrazione di ciclisti coinvolti in incidenti stradali nell’area urbana:  erano stati 250 nel 1998 e sono stati 90 in 2007. Al di là delle statistiche, la sensazioni del ciclo-cittadino sono positive. Se non fosse per gli sciagurati che mi hanno rubato la bicicletta. 
Bici pubbliche a Dublino: successo inatteso | Login/crea un profilo | 1 Commento
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Re: Bici pubbliche a Dublino: successo inatteso (Punti: 1)
da vittorio_marletto (vic58@libero.it) 18 Gen 2010 - 14:23
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Mi sembrano tutte informazioni utilissime, il sistema funziona bene perchè ha ben 40 postazioni (quindi ne trovi sempre una vicino a dove sei o dove devi andare, purché nel centro storico) inoltre ha due tariffe, una palesemente per turisti (due euro per tre giorni) e l'altra per residenti o pendolari. Mi sa che è giunta l'ora per la produzione di uno studio comparato di tutti i sistemi di bici pubbliche d'Europa... chi lo scrive?


 
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