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Citazione del giorno
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Gli uomini liberi possono percorrere la strada che conduce a relazioni sociali produttive solo alla velocità della bicicletta.
-- Ivan Illich
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Dedicata agli appassionati della bici a scatto fisso e alla interessante cultura che vi ruota attorno. Si chiama Fixed per scaricarla clicca sulla copertina qui sotto.
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Il logo del Monte Sole Bike Group che vedete qui accanto raffigura una quercia spezzata. Non una quercia qualsiasi ma quella simbolo di Monte Sole in provincia di Bologna, luogo dell'eccidio nazista avvenuto nell'autunno del 1944. Lì su quel monte l'associazione bolognese ci ritorna ogni anno in bicicletta. Magari lo fa in occasione del 25 aprile o in autunno quando i colori ramati delle querce e la visita dei luoghi della memoria diventano miscela commovente. E' una sorta di preghiera laica da recitare col fiato grosso: la fatica della salita come esercizio di memoria. Va da sé che sia proprio il Montesole bike group a proporre il 5 e 6 luglio un'escursione in mountain bike per 175 chilometri da Marzabotto fino a Sant'Anna di Stazzema, il comune sulle colline di Lucca che il 12 agosto 1944 fu teatro di un feroce eccidio nazista che precedette di pochi mesi quello di Marzabotto. La partenza da Bologna è prevista alle 6.45 con un tratto in treno fino a Marzabotto e il resto in bici e con soggiorno in pensione. Il programma lo si trova sul sito dell'associazione che per questa estate ha in programma un altro viaggio della memoria da percorrere in bicicletta. 800 chilometri lungo la Claudia-Augusta con partenza da Monaco di Baviera il 9 agosto e arrivo a Marzabotto il 21 passando attraverso i luoghi della seconda guerra mondiale dei due Paesi. Il racconto del percorso lo potete ascoltare dalla voce di Oriano Caranti vice presidente del Montesole Bike Group in un'intervista rilasciata ai microfoni di Radio Città del Capo di Bologna.
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 Ricordate l' espianto ai danni della mia ultima bicicletta? Per alcune settimane mi sono arrangiato con il "muletto" di cui vi mostrerò prima o poi fattezze e acciacchi.
Oggi voglio presentarvi invece la nuova bicicletta da città, fresca d'acquisto. La porterò con me ogni giorno caricandola sul treno: ho acquistato un abbonamento annuale per il suo trasporto.
La cosa non è proprio agevole visto che la stazione di Bologna non ha scivoli o canaline lungo le rampe di scale e quella di Castel San Pietro Terme ce l'ha solo su due delle tre rampe che devo percorrere quando ritorno a casa.
Questa decisione mi consente però di non mettere a repentaglio ogni giorno due biciclette lasciate in prossimità delle stazioni di partenza e di arrivo.
 Naturalmente in questo periodo (con le scuole chiuse) l'impresa è abbastanza praticabile, ma con l'autunno, e il conseguente affollamento dei treni, prevedo problemi (ma ci penserò a suo tempo).
Adesso la notizia è che ho una nuova bici. Una bici che grazie al suo bauletto agganciabile al manubrio, mi permette di fare a meno dello zaino e questo, vi assicuro, è un bel vantaggio.
Altro particolare non trascurabile sono le manopole leggermente appiattite che consentono un appoggio delle mani più confortevole che si fa sentire sulle lunghe distanze.
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Dopo la "provocazione" del 24 giugno scorso (è lo stesso quotidiano di via Baruzzi a definirlo così), ovvero l'articolo " Il falso buonismo della bicicletta" a firma del prof. Cammarano, su cui ci siamo già espressi , il Corriere di Bologna è ritornato venerdì scorso sull'argomento bicicletta, con un bel reportage a firma di Daniela Corneo grazie al quale apprendiamo che ci sono, "(non tutti, per carità)", numerosi ciclisti che vanno sotto i portici, girano contromano, parlano al telefono. Ricordiamo qui per completezza, che ci sono anche quelli che si muovono a luci spente nella notte e quelli che girano guidando con una mano sola perchè fumano o perchè, se piove, usano l'ombrello. Per non parlare di quei genitori snaturati che portano i figli a scuola con la bicicletta.
Apprendiamo inoltre che le piste ciclabili a Bologna sono trascurate e cancellate, anche se l'assessore alla mobilità Maurizio Zamboni ( al quale ci siamo rivolti tempo fa) "le ha sempre messe tra le priorità per migliorare la viabilità". Ringraziamo davvero il Corriere di Bologna per questo "Quando il cattivo è il ciclista", che supponiamo essere il primo di una serie di reportage dedicati alla mobilità in città.
I prossimi titoli li possiamo immaginare:
- quando il "cattivo" è il pedone
- quando il "cattivo" è il motociclista
- quando il "cattivo" è l'automobilista
- quando il "cattivo" è il pattinatore
- quando il "cattivo" è camionista
- quando il "cattivo" è l'autista del bus
- quando il "cattivo" è la donna al volante (pericolo costante!)
e via cattiveggiando.
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Come sempre, a beneficio di chi ci segue da fuori Bologna, vi riproniamo qui l'articolo uscito ieri sul quotidiano il Domani di Bologna. La rubrica quindicinale dedicata alla mobilità in bicicletta la conoscete, si chiama Cicloruzione e questa volta ospita un eccellente articolo di Edoardo Galatola, responsabile Sicurezza stradale della Fiab.
Il tema della sicurezza della circolazione (che ovviamente non riguarda solo la mobilità ciclistica) è particolarmente trascurato a livello istituzionale. Molte persone affermano di non utilizzare quotidianamente la bici perché hanno paura. O di utilizzarla con un persistente senso d'inquietudine, di insicurezza. E i dati oggettivi d'incidentalità, purtroppo, non fanno che confermare ciò che, a livello di percezione soggettiva, è considerato come un fatto acquisito. Si manifesta, in altre parole, una correlazione diretta tra il livello di diffusione (spostamenti in bici su spostamenti totali = composizione modale) ed il livello di sicurezza (vittime per spostamenti = morti per utente*km). Questa correlazione può essere interpretata in due modi, non alternativi tra loro:
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La forza della condivisione si può misurare anche in km. Sono infatti oltre 7500 i km di percorsi cicloturistici disponibili sul sito PisteCiclabili.com.
Con l'arrivo della bella stagione, la bicicletta torna ad essere usata da molte persone che l'avevano abbandonata in attesa di tempi migliori.
Ecco che trovare percorsi da percorrere in bicicletta può diventare un'esigenza a cui Piste ciclabili risponde oggi in modo ancora più esauriente con l'introduzione di nuove funzionalità:
- tracciati di tutti gli itinerari scaricabili in 4 differenti formati, per un facile upload nel proprio GPS
- visualizzazione 3D degli itinerari, grazie al plug-in di Google Earth
- traduzione del sito in inglese, tedesco e francese, per dare il benvenuto anche a chi non parla italiano
- pagine più leggere e veloci da visualizzare
Buon viaggio!
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Il Gruppo Ciclistico Italiano è attivo dal 1993 e ha tra i suoi scopi statutari "la promozione e la formazione di squadre di ciclisti Trapiantati d’organi e tessuti per la partecipazione alle manifestazioni sportive e non, per testimoniare la qualità della vita dopo il trapianto."
In questi giorni il gruppo sta portando a termine, come da programma il giro di Toscana e giusto ieri ha fatto tappa a Lucca dove è stato accolto in Comune ricevendo il ringraziamento delle istituzioni per il lavoro di sensibilizzazione svolto a favore della donazione di organi.
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