Mal comune nessun gaudio

Portare la bicicletta in treno comporta una combinazione di fortuna, pazienza e una conoscenza enciclopedica del trasporto ferroviario. Perché è così difficile portarsi la bici in treno quando l’alternativa sarebbe di caricarla in auto fino a destinazione?

Non è il lamento di un italiano, è quanto scrive sul quotidiano inglese Guardian di ieri Chris Peck, policy coordinator della CTC, l’equivalente inglese della Fiab. L’articolo mette in luce come le cose siano ulteriormente complicate per i ciclisti perché in Gran Bretagna il traffico ferroviario è gestito da compagnie private, che si regolano una diversamente dall’altra per il trasporto biciclette, lamenta l’aumento dei furti fuori dalle stazioni e si conclude con la solita invocazione: favorire il trasporto delle bici favorisce l’uso del treno invece dell’auto, e allora perché trattare i ciclisti in questo modo?
Insomma non siamo soli a lamentarci…

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