Espianto

Ieri sera arrivato in stazione a Castel San Pietro Terme, la bella città in provincia di Bologna dove ho deciso di vivere assieme alla mia signora, vedendo la mia bicicletta – o per meglio dire, quello che ne rimaneva – ho quasi pianto. La scena, vi assicuro, era straziante e non perché si trattava della bici con la quale ho percorso migliaia di km negli ultimi 6 anni, ma per il sapore che ha assunto ai miei occhi la cosa. Un sapore di crudeltà. Il risultato di un azione che trasudava cattiveria, sciacallaggio. Quasi fosse una prova di forza programmata che con strafottenza sembrava dire: “Credi di poter proteggere con tre lucchetti la tua bici? Vuol dire che te la macello e ti estirpo tutto quello che posso portarti via.” Manubrio, freni, cambio, catena, sacche… Per lasciarti giusto le spoglie: il rifiuto dopo l’espianto. Quasi un monito. Il giro d’affari di 20 milioni di euro l’anno solo in Lombardia dei velocipedi “sottratti” ai legittimi proprietari (cronaca milanese del Corriere della Sera di martedì scorso) potrebbe autorizzarci a parlare di recrudescenza dei furti di bicicletta…

Non so se si possa generalizzare (non ho i dati, ma sarebbe interessante trovarli su scala nazionale), ma una cosa è certa: nella mia città c’è un gruppo organizzato di ladri-sciacalli di biciclette che scorazza indisturbato nottetempo nei pressi della stazione ferroviaria.
Ne avevo fatto le spese circa un anno fa quando mi rubarono una bella bici (eccetto la ruota anteriore lasciata agganciata a una delle due catene che la proteggevano) acquistata di fresco proprio per percorrere quei sette km circa che separano casa mia dal treno che ogni mattina mi porta a Bologna. Qui inforco una seconda bici che uso per raggiungere il mio luogo di lavoro che dista poco più di 3 chilometri. Detto per inciso: se l’intermodalità treno+bici fosse in Italia una cosa seria tanti come me non avrebbero bisogno di due bici da sottoporre ogni giorno, al rischio di furto. Ma tant’è. L’intermodalità per Trenitalia non vuol dire trasporto della bici al seguito, ma nella migliore delle ipotesi, un certo numero di rastrelliere in prossimità delle stazioni. Perlopiù incustuodite.

Ma al di là di queste ultime considerazioni su Trenitalia che potrebbero essere dettate da “aggressività di proiezione” (non posso prendermela con i ladri e mi scaglio sulle Ferrovie), rimane il problema dei furti e della custodia delle biciclette.

E le soluzioni languono:

  • targare le bici?
  • Chiedere parcheggi custoditi o videosorvegliati?
  • Premere su Trenitalia affinchè attrezzi treni e stazioni (gli scivoli per favore!) al trasporto bici?
  • Passare alle biciclette pieghevoli?… …

Che ne pensate?

0 Comments

  1. Mi spiace molto per la tua bici e soprattutto per lo strazio che hai provato. Vicino alla stazione di Castel San Pietro ci deve essere una banda di giovani malviventi che hanno nelle biciclette posteggiate fonte di divertimento e di guadagno. Dubito che qualcuno dei nostri numerosi corpi di polizia si darà pena di fare delle indagini, in ogni caso si possono chiedere, magari collettivamente, al Comune di Cspt varie cose:

    1) installazione di una gabbia metallica che racchiude le rastrelliere, chiusa a chiave e di cui la chiave sia disponibile solo ai ciclisti, previo rilascio di dati anagrafici, recapito e numero del documento. E’ un sistema antifurto molto efficace che ho visto in Svizzera.

    2) installazione di un impianto di video sorveglianza che consenta di riprendere le malefatte dei ladruncoli e soprattutto li dissuada dal ripeterle

    Personalmente comunque ti consiglio di acquistare (ormai c’è solo l’imbarazzo della scelta, v. anche ebay) una bici pieghevole da portare in treno come bagaglio a seguito senza spese ulteriori: la bici ti segue e così i ladri si “attaccano”.

    Un abbraccio

    Vittorio

  2. Mi dispiace,

    vedere questo vandalismo gratuito, fa veramente andare il sangue alla testa. Lo definisco vandalismo, perchè la perdita di tempo nello smontarti la bicicletta, non giustifica certamente gli introiti del bottino “strappato” alla tua bici. Non solo, la mancanza di tutela da parte delle amministrazioni nei confronti delle persone che si “ingegnano” negli spostamenti senza inquinare, mi fa anche stare peggio.Soluzioni????

    Pressione su Trenitalia. Adeguare al trasporto bici le proprie strutture, porterebbe molti più utenti ad utilizzare il treno. Vuoi mettere la soddisfazione di portare sempre con te la tua comapagna di KM :-)….

    Le bici pieghevoli potrebbe essere un alternativa , temporanea, ma considerando il cattivo stato delle strade queste biciclettine non le vedo proprio il massimo del confort e la sicurezza.

    A.M

  3. Ora c’è anche la pieghevole robusta adatta alle strade urbane:

    v. il sito http://www.dahon.com , modello Cadenza8

    Costa meno di 1000$ e mi sembra bellissima!

    Ciao

  4. …solo ora leggo….

    ti dedico questa, sperando di risollevarti d’animo, anche solo per un attimo

    Le bici abbandonate alla stazione

    non le guarda più neanche il facchino

    senza ruota freno carter e padrone

    campanello catena né sellino

Leave a Response