A proposito di ciclabili di Michele Smargiassi

Riproponiamo qui sopra , per chi ieri se lo fosse perso, questo articolo maestoso di Michele Smargiassi uscito su la Repubblica Bologna. Si parla di ciclabili: di km fatti e del loro uso, di piste utili e di quelle inutili, di quelle ben fatte e di quelle dove la gente non va perché rischi più lì che in strada, di ciclabili in centro e di direttrici verso e dalla periferia, di zone 30 e di un centro storico dove se vuoi più bici devi avere meno auto perché “il resto è ipocrisia” scrive il giornalista di Repubblica. O codardìa aggiungiamo noi. Mancanza di visione. Quella roba che ti fa immaginare come potrebbe essere bologna tra 10 anni. Immaginare senza sforzo perché c’è già qualcuno che lo ha fatto?
Guardate questo video qui sotto e capirete cosa vuol dire “spazi condivisi”, e come questi si fondino sulla “maggioranza degli utenti deboli” come spiega Marco Barulli nel post del suo stimolante blog Ciclourbano.

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0 Comments

  1. L’articolo è senz’altro condivisibile in tutto, da anni predico le stesse cose.

    Pochissimo però mi piace il paragone finale tra ciclisti e volpi, e tra polli e pedoni. Se le auto sono i “cacciatori”, ciclisti e pedoni sono “polli” entrambi, e se si sfiorano sotto un portico non c’è alcuno spargimento di sangue; le “volpi” casomai sono i motocicli, che nessuno menziona mai e che sono la vera nemesi del centro storico di Bologna, dove entrano praticamente senza regole ogni giorno a decine di migliaia, e che a migliaia parcheggiano sotto i portici senza alcuna sanzione.

    C’è anche da dire che, a giudicare dal numero di motociclisti che entrano in pronto soccorso ogni giorno (decine), la caccia alla volpe da noi è sempre aperta…

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