Una proposta ciclourbana

Ciao,

solo per dirvi che ho preso spunto dal vostro video dell’ultima CM di Bologna per un post sul blog di CicloUrbano.it.

Non so quanto vi trovera’ d’accordo, ma spero che possa comunque stimolare una riflessione.

Grazie e complimenti per iLikeBike.org che leggo da tempo con interesse.

Saluti,

Marco
  La riflessione di Marco verte sul tema dell’efficacia dell’azione di Critical Mass. A nostro parere merita attenzione. Qui sotto anticipiamo le considerazioni che potete leggere per esteso qui: http://www.ciclourbano.it/blog/masse-criticamente-efficaci.html .

Sabato scorso a Bologna si è tenuto il rituale appuntamento mensile di Critical Mass. Questo bel video tratto da “I Like Bike”, mostra la simpatica atmosfera che ha caratterizzato l’evento, ma anche il numero tristemente basso di partecipanti: una trentina di persone circa. Un clima festoso, ma solo in apparenza. Slogan e canzoni esaltano la contrapposizione tra ciclisti e automobilisti, tra chi si ritiene consapevole e informato e chi invece beatamente ignora. Non credo che grazie a Critical Mass la città di Bologna abbia guadagnato in questi anni anche un solo nuovo ciclista urbano, uno che stimolato da questo bel circo abbia deciso di lasciare l’auto in garage per recarsi al lavoro, a scuola o al supermercato in bici. E temo che questa considerazione valga non solo per Bologna, ma per tutto il movimento Critical Mass, attivo da 17 anni in centinaia di città nel mondo.
[preosegui la lettura su www.ciclourbano.it/]

0 Comments

  1. completamente d’accordo con la riflessione di Marco.

    In un precedente commento avevo etichettato con poco tatto “ridicola” la critical mass bolognese ,mi scuso, ma  il succo comunque è che da quando sono venuto a conoscenza del fenomeno CM ,suppongo come tutti voi intorno al 2000 leggendo no logo, sono passati 9 anni e la massa è ancora di 30 persone.

    Evidentemente ci sarà qualcosa che non funziona.

     Trovo assolutamente condivisibile l’ idea di coinvolgere chi usa la  bicicletta  abitualmente come mezzo di trasporto e non solo per cazzeggiare.

  2. Nell’articolo che hai riportato su questo blog ci sono molte imprecisioni e anche le proposte, o non sono nuove, o sono impossibili da attuare, secondo me, senza snaturare lo spirito della critical mass.

    Le mailing list della cm sono piene di queste, non sempre utili, discussioni.

    La cosa che mi sento di dire è che la critical mass è fatta da chi pedala, quindi bisogna esserci e partecipare attivamente per capirla realmente. Suggerimenti, proposte, eccetera, vanno fatte concretamente, contribuendo alla critical mass, se questo è l’obiettivo.

    Il vero problema è che la critical mass dovrebbe richiedere attivismo. Mentre siamo soliti ragionare: “bello, ma si può fare di più”, “il volantino non viene capito da una persona anziana”, “dovreste fare così”, e tante altre cose. Invece della delega sarebbe meglio attivarsi concretamente in prima persona.Questa è la soluzione, molte volte.

    Passando ad un’analisi del post maggiormente analitica:

    1. Gli slogan e i cori non esaltano la contrapposizione tra ciclisti e automobilisti. Sono le automobili il problema e questo emerge dai volantini, dai cori (nessuno contro gli automobilisti), dalle modalità di comportamento della massa (qui bisogna fare delle distinzioni perché non ogni cm è uguale alle altre).

    2. L’autore del post non crede che grazie alla critical mass la città di Bologna abbia guadagnato un solo nuovo ciclista. Supposizione o dati confermati con ricerche? Io non sono d’accordo, lo smentisco basandomi sulla mia esperienza personale. Inoltre sarebbe ingenuo imputare ad un movimento come quello della cm, una situazione che ha cause strutturali ben più grandi. Un contesto che anche altre azioni, con ben altre risorse e numeri, stentano a cambiare.

    3. L’autore del post cita la Critical Mass di Budapest con 20000 ciclisti come un successo. Vero. Complimenti. Bravi. Spero che anche Bologna possa essere attraversata da una marea di ciclisti e mi impegno ogni giorno per far si che questo accada. Anche a Roma ogni anno la ciemmona raccoglie qualcosa come 5000 ciclisti. Quindi? Essere in meno deve far desistere chi crede in questi strumenti? Alla fine è colpa di chi si sbatte e di chi partecipa? Inoltre in alcune città la Cm è promossa, sponsorizzata dalle amministrazioni comunali. Qui facciamo il motor show e diamo gli incentivi alla Fiat…

    4. L’autore propone l’individuazione di percorsi. Cosa fuori legge, si potrebbe essere incriminati per manifestazione non autorizzata. Alcune cm nel mondo sono autorizzate, promosse dal Comune, sponsorizzate. Personalmente a critical mass di questo tipo non sono interessato. La CM può esistere proprio perché non ha un percorso, non è una manifestazione, sono solo dei ciclisti che vanno nella stessa direzione.

    5. Critical Mass settimanali. Magari, se ci sono energie e forze. Chiunque comunque può lanciare l’appuntamento, quindi chiunque può farsi avanti e lanciare e promuovere l’iniziativa. Mica devono farlo sempre i soliti, no? Dal post si evince che la critical mass non dispiace all’autore: allora prego, si faccia avanti con la cm più vicina alla sua città, se ci tiene tanto.

    6. Rispettare le regole della strada. Qui a Bologna cerchiamo di farlo, quando si può. Nonostante questo non ci sono 20000 cicilisti. Quindi? Non capisco il nesso con la partecipazione e l’efficacia nella modificazione del contesto.

    7. Non capisco l’affermazione sui “ciclisti freak da centro sociale e sportivoni in lycra”. Non hanno diritto a partecipare? Occorre indicare un abbigliamento idoneo? E’ questo la soluzione? Ognuno sarà libero di usare la bici che vuole, di vestirsi come gli pare, no?

    8. L’autore afferma anche che non ci dovrebbero “essere cori, cartelli, niente di buffo”. Secondo me sono cose che rendono la cm maggiormente comunicativa, come dimostrato dalla reazione delle persone.

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