Posteggi, la fantasia al potere

Ho fatto un sogno.
Arrivo in ufficio tutto sudato perché ho pedalato per sei km sotto il sole, cosa faccio? Semplice, siccome giù al posteggio hanno istallato il Green Pod (letteralmente “baccello verde”) appendo la bici, apro l’armadietto, tiro fuori un asciugamano e un cambio, e mi faccio una bella doccia.
Esco fuori dopo cinque minuti bello fresco e rivestito e me ne vado a lavorare.
Cos’è il Green Pod?
Una graziosa cabina delle dimensioni di un posto auto, che può contare su varie possibili combinazioni di portabici blindati, doccia e armadietti. L’acqua della doccia è riscaldata dal sole e la corrente elettrica è fornita da un pannello fotovoltaico. Lo scarico della doccia finisce nel praticello, se c’è, oppure in fogna dopo un trattamento automatico.
E se il Green Pod non c’è?  E non c’è nemmeno una rastrelliera in vista e ho una paura tremenda che mi freghino la bici?
A me ci ha pensato il consiglio comunale di New York… (in sogno vivo spesso a New York!) che ha appena votato , con 46 voti a favore e 1 contro, una legge che obbliga le aziende con sedi dotate di montacarichi di consentirne l’uso agli impiegati, per portarsi la bici in ufficio.
Poi mi sono svegliato e questa volta, a occhi aperti, ho immaginato parcheggi per auto riconvertiti per accogliere biciclette e spazi delle aziende, degli uffici pubblici e delle scuole, ridisegnati a misura di ruote.
Sì, ho immaginato perché, come diceva George Bernard Shaw,L’immaginazione è l’inizio della creazione. Le persone immaginano quello che desiderano, poi desiderano quello che vogliono e alla fine creano quello che vogliono

0 Comments

  1. Bellissimo! Complimenti!

    E’ il sogno di molti e chissà che sognando tutti insieme…

    Ciao

  2. per il momento sto in ufficio sudato :-(…

    da me (ente pubblico) hanno rifatto il parcheggio nuove strisce cartelli alberi e nemmeno un posto per le bici :-(

  3. Che gli enti pubblici (e anche le aziende private) non tengano conto delle biciclette nei posteggi sotto gli uffici è del tutto normale in Italia. Sono i ciclisti impiegati e/o utenti dei servizi a dover romper le b… chiedendo le rastrelliere ai responsabili della logistica e degli acquisti (individui questi ultimi che girano sempre in grossi macchinoni…, chissà perché). E non basta chiederle, bisogna anche suggerire il modello sennò ti prendono delle schifezze inutilizzabili e insicure, e anche suggerire dove e come sistemarle una volta comprate… Coraggio!

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