Un assessorato alle piccole cose

Quando la settimana scorsa su un giornaletto gratuito ho letto la risposta del nuovo assessore ai trasporti (pardon, alle politiche della mobilità) di Bologna, la pianorese Simonetta Saliera, alle richieste “popolari” di una nuova sistemazione di via del Pratello (in sostanza l’assessore rispondeva ho altro a cui pensare, e cioè la solita fila di Civis, People mover e metropolitane), mi sono reso conto che la città avrebbe bisogno di un assessore alle piccole cose, cioè un pezzo di amministrazione dotato di un certo budget ma soprattutto di un grande orecchio verso i piccoli progetti e i piccoli problemi, che però visti dalla parte del cittadino sono grandi e grossi e molto più importanti della monorotaia per l’aeroporto, che costerà 90 milioni di euro e che magari alcuni non frequenteranno mai.
Tra questi problemi ci mettiamo ovviamente la mobilità ciclo-pedonale e tutti i piccoli grandi miglioramenti continui dei quali la città avrebbe bisogno in questo settore così importante per la vita di tutti i giorni, dalla gestione delle deiezioni canine alla regolazione dei semafori pedonali, all’asfaltatura di marciapiedi e di strade secondarie per le auto ma essenziali per chi va a piedi o in bici. Io per esempio vorrei proporre lo spostamento della pista che ora “corre” sullo stretto e inquinatissimo marciapiede dei viali di circonvallazione tra via Sabotino e porta San Felice per portarla all’interno delle mura, nella tranquilla via Monaldo Calari, e congiungendola con via del Pratello.
A chi potrei parlarne se l’assessore Simonetta Saliera è tanto affaccendata da altre vicende?
Intanto ne parlo a voi (e mi scusino i non bolognesi).

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