La Carrera No, No, No di Paolo Bassi

Riproniamo, autorizzati dall’autore, questo scritto “contro”  la Carrera già uscito sul mensile Il Castellano.net

Non essendo riuscito, l’anno passato, a trovare nemmeno un francobollo di spazio per posteggiare l’auto ed avendo di conseguenza fatto una specie di maratona per poi infilarmi nel girone dei dannati della Festa della Braciola ho pensato, quest’anno, di cercare qualche alternativa per il periodo 24 Agosto – 26 Settembre.
Non è detto che io stesso segua i miei “saggi” consigli, però voglio fare almeno tre proposte, tra il serio ed il faceto, nel caso qualcuno di voi si sia trovato, nel passato, nelle mie stesse condizioni.

Elenco.
Prima proposta (seria): dal 7 all’11 Settembre si terrà, a Perugia, una nutrita serie d’incontri e manifestazioni per la Pace che culmineranno domenica 11 Settembre nella grande “Marcia Perugia-Assisi per la giustizia e la pace”.
Motto di questa manifestazione è: “Mettiamo al bando la miseria e la guerra. Riprendiamoci l’ONU. Io voglio. Tu vuoi. Noi possiamo”.
Gambe buone, senz’altro, ma anche voglia e convinzione di dimostrare che, nonostante la “potenza” delle Potenze, ancora qualcuno (anche se a fatica) pensa con la propria testa.

Seconda proposta (semiseria): una bella gita al santuario di Santa Maria di Zena, per tutti il Monte delle Formiche. Banale, ma certamente molto suggestiva, l’immagine degli sciami di formiche alate che, dal centro Europa, vengono ad accoppiarsi e, immediatamente dopo, a morire qui dalle nostre parti. (Poi dicono che il sesso fa bene !).
Scientificamente non è molto chiaro, ma è forse proprio per questo motivo che il fenomeno assume un’aria di mistero ed è sempre stato associato al periodo prossimo all’8 Settembre, festa della Madonna, anche se il tutto risente, ovviamente, delle condizioni stagionali e climatiche. Le formiche vengono raccolte in sacchetti, benedette e distribuite ai fedeli.
Formiche fortunate? Formiche curative? Formiche … solo formiche?
Provare per credere.

Terza proposta (quasi per ridere): altra gita. Un po’ più lontano. 1100 chilometri per arrivare a Parigi, tralasciare la Torre ed il Louvre e infilarsi dentro ai Grandi Magazzini La Fayette.
No, non guardatemi male, non accusatemi di fare un inno al consumismo più sfrenato: questi magazzini sono un simbolo, un simbolo di tutti noi esseri viventi in questa società del terzo millennio.
Per chi non lo conoscesse questo “La Fayette” è una specie di centro commerciale all’interno del quale, per capirci, potremmo organizzare almeno tre Feste della Braciola in contemporanea con annesse Carrera e prove libere. C’è di tutto: dal calzino al vestito milionario ultrafirmato, gioielli, cosmesi e chi più ne ha più ne metta, ma ciò che, vi assicuro, è da guardare e su cui c’è da riflettere, è solo ed esclusivamente la “fauna umana”. Siamo NOI. Siamo noi che, una volta entrati, ci spariamo tra stand e negozi, voliamo leggeri sulle scale mobili e giustifichiamo gli acquisti assurdi con un: “Beh, per una volta nella vita …”.
Ho finito. Se non vi dovesse bastare ditemelo. Di ulteriori alternative ve ne posso fornire ancora, però non sentitevi obbligati, Castel S. Pietro è sempre lì, pronto ad accogliervi: occorre solo trovare un posteggio ed essere vaccinati contro la confusione.
Io non so se ne sarò capace.

Paolo Bassi

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