Piove sul bagnato

Senza generalizzare e facendo i dovuti distinguo bisogna dirlo: ci sono alcuni automobilisti che mettono a dura prova anche chi ha fatto della mitezza uno stile di vita e di relazione con il prossimo.
O più prosaicamente: alcuni automobilisti sono degli imbecilli patentati.

Il contesto. Questa mattina alle 7.30 diluviava e indossata la mantella d’ordinanza mi sono avviato dalla stazione verso il mio ufficio. Le strade erano in alcuni tratti inondate d’acqua e per esperienza so che devo stare attento a non farmi sorpassare da auto a velocità sostenuta lungo quei tratti. L’onda d’acqua che riescono a sollevare può infatti essere fatale per i pantaloni esposti lungo il lato sinistro agli schizzi. Quindi massima attenzione a prevedere il loro comportamento, che è comunque sano esercizio anche quando non piove, visto che può salvare la pelle.

Dice il mio amico Vittorio che il ciclista saggio (e un po’ zen) deve muoversi nel traffico immaginandosi invisibile agli occhi di tutti gli altri utenti della strada. Solo immaginando e prevedendo le traiettorie delle auto che lo circondano, il ciclista urbano, potrà inserirsi e rimanere illeso, tra gli interstizi di lamiere che il traffico, in molti casi, riserva alla mobilità in bicicletta.
Ma torniamo al fatto. Via Riva di Reno, sento il rombo di un auto alle mie spalle, intuisco la velocità, innanzi a me la pozza d’acqua, rallento fino a fermarmi; intanto un signore con l’ombrello procede sul marciapiede in direzione opposta: lo vedo tardi non riesco ad avvisarlo.
Bagnato dalla testa ai piedi (indossava giusto una camicia), l’uomo non riesce a proferire neppure una sana imprecazione.
Zittito dall’ennesimo gesto di inciviltà di un automobilista inconsapevole delle conseguenze del suo muoversi. 

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