Casco o non casco?

In una nota indirizzata al Presidente e al Direttore UNI, il Presidente della FIAB, la principale organizzazione italiana per la mobilità ciclistica urbana e turistica, si dissocia dalle dichiarazioni riportate dall’Agenzia di stampa ADN Kronos lo scorso 28 marzo, secondo cui il responsabile della comunicazione dell’Ente nazionale italiano di unificazione (Uni), auspicherebbe “che a livello nazionale si renda obbligatorio l’uso del casco sulle biciclette, come avvenuto quattro anni fa per chi scia sulle piste”.

Secondo la FIAB, in linea con la posizione dell’European Cyclists Federation, l’introduzione dell’obbligo generico del casco per qualsiasi utilizzo della bicicletta è controproducente e allontanerebbe molte persone che invece usano tale mezzo di trasporto ecologico, che fa bene alla salute e all’ambiente, in alternativa all’auto negli spostamenti scolastici, lavorativi e turistici . “Riteniamo invece che il casco possa essere reso obbligatorio durante le gare ciclistiche sportive su pista e su strada, e raccomandato ai bambini posti sui seggiolini posteriore e anteriore”- ha concluso il Presidente della FIAB Antonio dalla Venezia.
E voi che ne pensate?

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  1. Parto da una constatazione. Domenica scorsa un mio amico è caduto su strada con bici da corsa e se non avesse avuto il casco, si sarebbe fatto molto ma molto male. Avete mai visto un caso da bici spaccato in due? Fa impressione. E quindi, per quanto riguarda corsa, mountain bike, assolutamente sì il casco. Per non dire delle gare. Il discorso cambia per l’utilizzo cittadino. Credo che l’obbligo generico sia autoproducente, ma dobbiamo anche pensare a dove si pedala in Italia: non certo su ciclabili sgombre da macchine, camion e via dicendo. Sarei per una sensibilizzazione, ma non per l’obbligo. Assolutamente sì, poi, per i bambini. Ora, a me capita di indossare il casc

    o anche in città, ma non con bici da passeggio e freni a bacchetta! Lo uso con bici da corsa in città. Per il resto, come diceva quello delle moto…prudenza, sempre! E anche di più perchè siamo in bici.

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