Londra contromano

La notizia è di qualche giorno fa e la trovante anche sul Corriere.it: Londra continua con le sperimentazioni e dopo quella dei consulenti per la mobilità, comincia a proporre le biciclette contromano nelle strade a senso unico.
Per ora il progetto interesserà giusto il Royal Borough di Kensington e Chelsea, per essere poi esteso al resto della città. A tal proposito interviene
Eugenio Galli, Responsabile Ufficio Legale e Coordinatore regionale FIAB Lombardia con alcune considerazioni che dimostrano la distanza abissale del nostro Paese dal resto d’Europa.
 “Ciò che viene annunciato come innovazione a Londra, ossia la possibilità per le bici di percorrere nei due sensi le strade a senso unico per i veicoli, è in realtà già da tempo nelle regole e nelle prassi di molti Paesi europei. Così è in Francia, Germania, Olanda, Austria. Così è a Bordeaux, a Strasburgo, a Vienna, a Berlino, ad Amsterdam.
Alla regolamentazione del “doppio senso per le bici su strade a senso unico” si riconosce, in tutte le realtà dove il provvedimento è stato adottato, un duplice vantaggio. Per il ciclista, che abbrevia il suo percorso evitando le lunghe deviazioni alle quali sarebbe costretto se fosse costretto a seguire, al pari della generalità degli altri veicoli, le prescrizioni dei sensi unici.
E per la sicurezza stradale, che viene favorita dalla reciproca visibilità tra ciclista e conducente del veicolo che proviene in direzione opposta.
Non mi pare che l’Italia “più che cambiare le regole preferisce farle rispettare”.
Il nostro Paese infatti non brilla particolarmente dal punto di vista dei controlli sulle strade. Semplicemente, l’Italia, fino ad ora, ha deciso di continuare a non considerare concretamente le esigenze di una mobilità dolce, leggera e razionale quale è quella in bicicletta. Ancorandosi ad argomentazioni che appaiono anche anacronistiche e frutto di una considerazione che relega alla marginalità sulle strade tutto ciò che è privo di motore“.

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