Mostra di bici d’epoca alla Rocca di Dozza

E’ stata inaugurata domenica scorsa a progetto di mail art da cui ha preso le mosse questo sito. La collezione di Andreoli rende conto dell’evoluzione della bicicletta dal 1870 al 1910. Il rischio di farsi prendere dalla nostalgia è forte, ma occorre fugarlo. La bicicletta, più che di nostalgia, ha bisogno di restauro conservativo soprattutto in senso culturale . Serve lo sgurdo rivolto al futuro. Serve una nuova tradizione e sta a noi inventarla. In ogni caso l’esposizione merita la massima attenzione fosse solo per accorgersi  che molta tecnologia che magari pensiamo come esclusiva dei nostri tempi c’era già nell’ottocento e nei primi anni del secolo scorso: i cambi, i freni tipo v-brake, il movimento senza catena ma a cardano, gli ammortizzatori.  Alcune di quelle biciclette sono raffigurate nella sezione finale del  Catalogo realizzato assieme alla Mostra di cui si diceva prima. Catalogo che raccoglie anche una testimonianza dello storico e collezionista Paolo Andreoli che mette a nudo la sua passione, fino al punto di svelare qual è, tra le tante bici in suo possesso, quella preferita.

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