Strada alla vita

Lo slogan è “Strada alla vita”. E’ la campagna di comunicazione promossa dal Centro Antartide di Bologna e alla quale siamo lieti di aderire. Perchè a  questo tema abbiamo dedicato una sezione speciale di questo sito che si chiama  ilikelife. Ma soprattutto perchè al centro della campagna ci sono gli utenti deboli della strada: pedoni, ciclisti, bambini e anziani…Quelli che possono opporre all’insensatezza della nostra mobilità urbana ciò che hanno di più prezioso: il loro corpo. Un corpo che domattina alle 10 utilizzeranno per comporre in Piazza Maggiore a Bologna il messaggio “Strada alla vita”. Appunto.
La singolare iniziativa si svolge nell’ambito della prima “Campagna nazionale per la sicurezza degli utenti deboli della strada” promossa sotto l’Alto Patronato del Presidente della Repubblica. Tra i promotori figurano il Comune e la Provincia di Bologna, il Centro Antartide, i sindacati dei pensionati Spi-Cgil, Fnp-Cisl, Uil, l’Osservatorio per l’educazione e la sicurezza stradale della Regione Emilia-Romagna, la Fiab.

La campagna – dicono quelli del Centro Antartide strisce è un’esperienza a rischio nonostante il pedone abbia il diritto alla precedenza. Non è così negli altri paesi europei dove il pedone è sacro. Le – “vuole simbolicamente segnare la riscossa degli utenti deboli contro la strage che si consuma tutti i giorni sulle strade italiane. Per tutti la vita sulle strade italiane non è facile, soprattutto a causa dell’incoscienza di tanti che guidano senza rispettare le regole.” Lo è ancora meno per gli utenti deboli: pedoni, ciclisti, bambini, anziani, portatori di handicap, mamme e papà con il passeggino. In effetti oggi in Italia anche il semplice attraversamento sulle  conseguenze? Ogni anno nel nostro paese vengono uccisi più di 1.000 tra pedoni e ciclisti e oltre 30.000 rimangono feriti. Nonostante si continui a parlare di «incidenti» in strada  troppe volte non si muore per caso. Il semplice rispetto delle regole da parte di tutti, a partire dai limiti di velocità, renderebbe possibile – subito e a costo zero – la riduzione drastica delle vittime della strada. Infatti un pedone o un ciclista investito a 30 km orari ha solo il 50% di possibilità di sopravvivere, il 10% di possibilità se investito a 50 km orari, mentre oltre i 60 km orari non ha speranza.
Il rispetto dei limiti di velocità nei centri abitati consentirebbe quindi di diminuire significativamente il numero delle vittime, dato che sulle strade urbane si verifica quasi l’80% di tutti gli incidenti. Per ridurre le tragedie serve più senso di responsabilità da parte di tutti, percorsi pedonali protetti, piste ciclabili, un’efficace sinergia tra azione educativa, preventiva e repressiva delle forze dell’ordine, utilizzo diffuso delle tecnologie per scoraggiare comportamenti pericolosi.

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