Bicycle Film Festival 2012… Impressioni californiane

Dalle risa al pianto. La bicicletta come veicolo di emozioni nel corso dell’undicesima edizione del Bicycle Film Festival (19-21 gennaio). Un programma ricco di cortometraggi, che approda per la seconda volta a Santa Barbara, la più piccola delle città americane ad ospitare l’evento. Nato undici anni fa a New York come mezzo espressivo di una cultura metropolitana nascente, oggi il festival tocca ventisei città di tutto il mondo. Milano tra queste.

La bicicletta in America… un guizzo anarchico di auto-determinazione nell’ambito della mobilità urbana, dominata fin dagli anni ’50 dal trionfo dei motori e delle highways. Biciclette e automobili, un ossimoro che si consuma quotidianamente sulle lingue d’asfalto di tutto il mondo, non solo americane. Ecco dunque emergere la necessità di dar voce a questo ossimoro che, come tutti gli artifici retorici, ha bisogno di carta (in questo caso di pellicola cinematografica) per essere espresso.

Di seguito una breve rassegna dei cortometraggi che, nell’ambito del programma della prima serata “racing towards redhook”, meritano una menzione particolare.

Bilenky junkyard cross, USA 2011, 7 min, Dir. Bill Schieken

Ciclisti impavidi si sfidano su un percorso a ostacoli in una discarica. Rampe basculanti, gommapiuma e resti di vecchi divani, neve, ghiaccio, strettoie e curve ad U sono solo alcune delle asperità che i corridori, vestiti dei colori più sgargianti e bizzarri, devono affrontare. Il circuito è pensato e realizzato da un signore burlone di Philadelphia, che ha saputo trasformare la sua passione per le attività manuali e il recupero di vecchi materiali in un laboratorio di biciclette.

Un cortometraggio esilarante, al quale la risata non può proprio resistere. Tutto questo è sorretto da un messaggio di fondo: nel traffico urbano generato dalle routine e dal pensiero di massa, c’è ancora spazio per la creatività, forza incontenibile che consentirà alle due ruote di ritagliarsi sempre qualche spazio nella giungla metropolitana.

Of steel (d’acciaio), Italy/UK 2010, 15 min, Dir. Ben Ingham

Un tuffo nella quotidianità di un artigiano Veronese che con l’acciaio, materiale dei telai di biciclette che produce, ha un rapporto del tutto speciale. Ne sente l’odore e ne riconosce le vibrazioni, così come sente il peso delle responsabilità legate alla conduzione della sua officina. Il lavoro, la precisione e la passione sono tutti ingredienti della vita di coloro che collaborano in questo laboratorio, in cui l’abilità di forgiare l’acciaio si intesse con relazioni umane profonde. La risata si alterna alla consapevolezza di essere testimoni di una realtà professionale che, come molte, va man mano perdendosi… e un piccolo laboratorio diventa all’improvviso una cosa molto seria, che ci riguarda tutti.

Racing towards Red Hook, USA 2011, 20 min, Dir. Jessica Scott, Hyde Harper & Thomas LaGrega.

A Brooklyn un covo di bike messengers e altri giovanni invasati che della bicicletta hanno fatto la loro ragione di vita si sfidano ogni anno su un circuito notturno. Pur trattandosi si un evento metropolitano, senza alcun carattere di ufficialità, la preparazione atletica dei partecipanti è degna di un Tour de France. Un viaggio nei sogni, nelle fatiche, nei trionfi e nelle delusioni di un manipolo di matti delle due ruote, che nella trafficata New York hanno trovato il modo di dar sfogo alla loro voglia incontenibile di pedalare.

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