Bike sharing one man show

Alla stazione di Modena hanno messo le tettoie nuove sopra le bici pubbliche, hanno fatto bene. La pioggia rovina i mezzi, lo so bene io che ne ho una fila di bici in cortile e non mi decido a fare una copertura, e ogni anno devo cercare di domare la ruggine con il lubrificante.
Di fianco alla tettoia c’è un furgone bianco aperto e dietro un paio di persone che lavorano, aggiustano le bici, anzi una persona lavora e l’altra sta seduta a chiacchierare con l’altro. Allora penso io che quello che lavora è un operaio e quello che chiacchiera è il capo, invece no salta fuori che è il contrario, quello che lavora addirittura non è nemmeno un capo è proprio il padrone della ditta. Vende le bici C’Entro in Bici, le ha inventate lui.
Ma come? E stai lì a fare manutenzione? Sì, “e non voglio dipendenti, ne ho avuti anni fa e non ne voglio più”.
Fa tutto lui, le inventa, le vende da nove anni, e le aggiusta anche. Un one man show. Anzi un one bike show, quello di Fulvio Tura, ravennate, cinquant’anni si e no, fisico asciutto e barba che sembra paglietta di ferro. Sono un’ottantina i centri che ospitano le sue bici, nel suo sito c’è l’elenco e dice “ieri ho aggiunto le ultime due città”.
Allora mi scateno, visto che se non mi risponde lui non so chi possa farlo: ma perché il cestone davanti resta a mezz’asta? All’inizio non era così poi un signore di Cesena si è fatto male, il cesto gli ha schiacciato un dito e allora modifica, e cesto che non può più caderti sulle mani mentre agganci la bici al palo.
Ma come fa da solo a costruire tutte ‘ste bici? No le bici le faccio assemblare su mio disegno e poi le completo io con i dettagli. E mentre parla le sue mani vanno avanti da sole avvitano stringono montano.
Si vede che è un artista, non le aggiusta, le suona quasi le sue pesanti biciclette con le ruote piene. La trovata è geniale, un uovo di Colombo, una sola chiave, la tua, stacca qualsiasi bici in qualunque città o rastrelliera, ma poi resta bloccata nella serratura e per riaverla devi riagganciare la bici. Finalmente ho capito perché bisogna rimetterle a posto entro le 23, perché dopo passa lui a sistemarle, non sei mai sicuro che passerà quella sera ma lui invece vuole essere sicuro di trovarle lì per metterle a posto, freni sella catena luci.
È un po’ infastidito perché a Ravenna, dove la cosa è nata, l’assessore di adesso sembra un po’ fregarsene di queste bici, non le ha messe lui e non gli interessano più di tanto. Ma invece pare che sia ora l’opposizione a sostenerle, ridacchia lui, sono le cose strane dell’Italia penso io.
Pensatene un po’ quel che volete di ‘sto bike sharing, per me comunque da ieri ha preso un volto umano, ma ho anche capito com’è che ce ne sono tante rotte, come volete che faccia a starci dietro a tutte lui solo, in mezza Italia?
Dai Fulvio, almeno la manutenzione falla fare a qualcun’altro e tu concentrati sul prossimo modello, un po’ meno rudimentale e un po’ più funzionale.

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