25 aprile tra poesia e bicicletta

Riceviamo da Luca Daconto e volentieri pubblichiamo il racconto della mattinata del 25 aprile. Un racconto scritto dalla prospettiva del sellino.

25 aprile 2009. 64° anniversario della resistenza al nazi-fascismo. Per l’ottavo anno l’Associazione Nazionale Partigiani d’Italia della Bolognina ha promosso la “Biciclettata della Memoria”. Il sole ha deciso di aiutare i ciclisti, che invece di dormire hanno attraversato il quartiere per ricordare i caduti della resistenza e per manifestare, anche nel tempo presente, il proprio antifascismo.
La scelta della bicicletta ha una doppia ragione. E’ il mezzo più appropriato per spostarsi in città, ma è anche il simbolo di una resistenza dei nostri giorni, quella alla dittatura imposta sulle nostre vite da una mobilità fondata sull’automobile privata.
L’appuntamento era previsto alle ore 9:15. Seguendo la macchina (nota dolente) del presidente dell’ANPI Bolognina Armando Sarti, alle 9:22 una trentina di ciclisti è partita verso la prima delle otto tappe in via Franceschini. Qui ci si è fermati per deporre una delle corone commemorative portate dall’ANPI e dal quartiere Navile. La sosta è stata l’occasione per spiegare ai partecipanti qualche aneddoto storico sulla resistenza bolognese. Dopo la corona, alcuni ragazzi della ciclofficina di XM24 hanno deposto un cerchione di una bicicletta in ricordo delle staffette partigiane e dell’ordinanza del prefetto che nel 1944 vietava la circolazione delle biciclette perchè considerate sovversive. Armando Sarti ne approfitta  per ricordare l’importanza di questo mezzo di trasporto per la lotta di liberazione e afferma: “anche noi eravamo definiti “sovversivi”, ora ci chiamano “partigiani”. Queste ruote rappresentano anche un’opera di resistenza che collega nell’immaginario la lotta partigiana al totalitarismo nazi-fascista con le nuove resistenze, in particolare contro quel nuovo totalitarismo che Pasolini individuava nell’iper-consumismo.

Dopo la breve sosta, si è ripartiti per raggiungere le altre lapidi dei partigiani del quartiere. Durante il percorso si sono aggiunti alla massa di ciclisti un’altra trentina di biciclette: la maggior parte giovani, che non sono riusciti a sincronizzarsi con la puntualità delle “barbe bianche” partigiane. Ora la massa è eterogenea: donne, uomini, anziani, bambini, partigiani, persone di diversa estrazione politica pedalano a fianco scambiando qualche parola. Fra i nuovi arrivati c’è anche il poeta Pino De March, che allieta il percorso e le soste con letture di poesie. Sarebbe bello avere più tempo per scoprire il territorio e le persone, ma c’è fretta: le tappe sono ancora molte e alle 11 è prevista la cerimonia ufficiale.
Una sosta centrale del percorso è stata al lager di Bologna: le Caserme Rosse. Armando Sarti ricorda che in questo campo sono transitati decina di migliaia di persone, soprattutto militari rastrellati dopo l’8 settembre 1943.  Campo di concentramento e di deportazione verso i lager tedeschi, completamente distrutto dai bombardamenti alleati. Nelle macerie sono stati ritrovati, ricorda Sarti, segni inquietanti che permettono di sostenere che Bologna non fosse solo un centro di raccolta per i campi di sterminio tedeschi. Buchi da proiettile sul muro delle Caserme Rosse, infatti, testimoniano che in quel luogo avvennero fucilazioni, soprattutto di coloro che tentavano la fuga.

Il Parco delle Caserme Rosse, ricorda Vittorio in un altro intervento,  sarà un luogo centrale non solo per il suo passato, ma anche perchè dal 29 maggio al 2 giugno prossimi ospiterà il Festival Sociale delle Culture Antifasciste. Saranno giorni in cui si potrà socializzare, partecipare a spettacoli teatrali, presentazioni di libri, concerti; si potrà mangiare, bere, discutere e praticare l’antifascismo non solo in chiave storica e commemorativa.

Un’altra poesia letta dal poeta Pino e si riparte in direzione di via Barbieri per la posa di altre due corone, che proprio in questa strada l’anno scorso sono state profanate e bruciate. Manca un quarto d’ora alle 11, i ciclisti si dirigono verso piazza dell’Unità e la invadono con le proprie biciclette. In piazza ad attendere questa insolita staffetta antifascista ci sono i familiari e i reduci della resistenza a cui l’ANPI consegnerà poco dopo le pergamene in ricordo dei rastrellati del lager di Caserme Rosse e dei combattenti della resistenza.
Non è solo il momento per ricordare, ma anche per parlare con i partigiani, per scoprire alcune storie di vita, per ringraziare chi, anche donando la propria vita, ha contribuito alla liberazione di Bologna dal nazi-fascismo.

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