Non prendeteci per il sellino di Paolo Garimberti

Paolo Garimberti cura sulle pagine milanesi del quotidiano la Repubblica una rubrica settimanale che si chiama I diari della bicicletta.
Riportiamo qui sotto il suo ultimo articolo. Parla di paura, di amministrazioni che blandiscono con le piste ciclabili e dell’antagonista principale del ciclista: l’automobilista. Ma soprattutto parla di se stesso. E ci spiace davvero che abbia deciso di non usare più la bicicletta in città.

Non sono uno di quei ciclisti talebani che vedono nell´auto un nemico ideologico, un Budda da abbattere come fecero appunto i barbari studenti guerriglieri in Afghanistan. Sono da mesi in astinenza da bici in città. Uso l´automobile (più pubblica che privata) e lo farò sempre più spesso visto che in bicicletta non mi sento protetto. Mi spiace dirlo, ma è così. Non ce l´ho con l´automobile in quanto veicolo, ma con gli automobilisti. Sono dei menefreghisti sfacciati.
Suonano a clacson spianato quando due ciclisti pedalano affiancati, poi abbandonano la macchina in terza fila per andare a prendere l´aperitivo e magari nella fretta di raggiungere gli amici al bar aprono sbadatamente la portiera (in terza fila) senza guardare se sopraggiunge qualcuno. Sono già caduto in questo modo, voglio evitare il bis. Allora, quando leggo che nella giunta comunale si è manifestata ostilità verso le piste ciclabili in centro perché toglierebbero spazio alle automobili, non mi sorprendo. È solo la conferma di un atteggiamento nascosto dietro il paravento di parole e di promesse.
Che è un atteggiamento autocentrico e ciclofobico. Io non ho mai creduto fino in fondo ai propositi sbandierati di aumentare le piste in città. La verità che va detta ai nostri ineffabili amministratori è: per noi i chilometri di ciclabili contano poco o nulla. A noi interessa che le automobili e gli scooteroni ci lascino lo spazio che ci spetta nelle strade già esistenti. Dunque che facciano rispettare le regole del traffico. E non ci prendano più per il sellino. Bike sharing compreso. Che (forse) mi indurrebbe a mettere fine al Ramadan ciclistico.

(26 settembre 2008)

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