Calano le vendite, cresce l’utilizzo

La crisi finanziaria che sta dilagando nel mondo sta mettendo a dura prova le economie degli Stati nazionali e quella delle singole famiglie.

In un siffatto contesto abbiamo cercato di capire come il mercato della bicicletta si stia evolvendo.
E per farlo abbiamo intervistato Pietro Nigrelli Responsabile settore ciclo di Ancma che è l’associazione di categoria che riunisce le aziende italiane costruttrici di veicoli a due e tre ruote.

Ascoltiamolo.

Sappiamo che, di recente,  sei stato in Germania  per visitare Eurobike la fiera della bicicletta più importante del mondo. E’ così?
Sì, Eurobike si conferma sempre più, come la fiera principale a livello mondiale per quanto riguarda la proposta della bicicletta rivolta al consumatore finale. I suoi numeri sono da copogiro: 80.000 metri quadri di area espositiva e oltre 900 aziende presenti…

Come va il mercato della bicicletta?
In generale si registra una grande difficoltà da parte degli operatori di settore soprattutto perché la Cina sta aumentando i prezzi dei semilavorati e dei componenti e non è più così conveniente comprare in Asia. Se poi aggiungiamo a questo aspetto, il fatto che tutta l’Europa, e l’Italia in particolar modo, è in affanno in termini di consumi, si comprende facilmente che i margini di profitto per gli operatori diventano sempre più risicati.
Quindi dal punto di vista degli operatori possiamo dire che si registrano difficoltà e che la crisi c’è anche nel settore della bicicletta; certo è meno preoccupante rispetto ad altri settori come auto, moto o elettrodomestici, ma la flessione c’è e il 2008 non sarà certo un anno positivo.

Vuol dire che ci saranno molti bilanci col segno meno?
Sì in Italia il settore farà registrare sicuramente un segno meno, come del resto in gran parte d’Europa con eccezione, forse, della Germania.

Eppure il prezzo della benzina non accenna a diminuire e la sensibilità ambientale della gente cresce, favorendo il cambio di stili di vita che portano a favorire l’uso della bicicletta…
Ma qui parliamo di un’altra cosa: parliamo di utilizzo della bicicletta che è certamente in crescita. L’ANCMA stima che in Italia ci sono circa 32 milioni di biciclette in cantina, ovvero una ogni due persone. Questo significa che prendere una bici dal garage e rimetterla a posto è sicuramente più conveniente che acquistarne una nuova.

Qual è l’investimento medio per l’acquisto di una bicicletta in Italia e in Europa?
E’ un po’ la media del pollo definire la spesa media. Perché in quel costo medio c’è la bici da supermercato che porti a casa con 50/60 euro, ma anche le specialissime da corsa che costano 5/6000 euro e anche più. In ogni caso stimiamo che la vendita media al pubblico, facendo una banale divisione tra il fatturato di vendita complessivo e il numero di pezzi venduti, sia attorno ai 280/300 euro. Se invece ci concentriamo sui singoli settori possiamo dire che per una bici da corsa mediamente si spende un migliaio di euro e per una da trekking circa 200 euro in media, mentre per bici analoghe un tedesco o un olandese spende mediamente 6/700 euro.

Come mai questa differenza?
E’ una questione di cultura e di esigenze. Noi italiani generalmente non richiediamo le prestazioni che invece si aspetta un cicloturista del nord Europa.

Ci sono modelli di bicicletta emergenti?
Sì, ci sono delle nicchie di mercato costituite da biciclette con il cargo innanzi, molto diffusi in Paesi come Danimarca e Olanda (dove tra l’altro di recente è montata una polemica di cui abbiamo parlato su questo sito ndr). Ma anche bici reclinate (recumbent) sia a due che a tre ruote.

E le bici elettriche? Come vanno le vendite?
E’ un segmento in crescita costante da diversi anni. In Italia siamo attorno ai 180.000 pezzi venduti. La bicicletta con pedalata assistita si pone ormai come valida e più ecologica alternativa allo scooter .

E le bici pieghevoli?
Per quanto riguarda le pieghevoli ormai tutti i produttori ne hanno almeno una in catalogo, ma il suo uso e quindi le vendite non decollano. E dire che potrebbe essere la bicicletta ideale da portarsi dietro in treno, in metropolitana o in bus.

Ma anche in auto;  potrebbe costituire una risposta intelligente alle zone a traffico limitato o alla chiusura dei centri storici…
Sì certo anche in auto potrebbe essere una buona soluzione, ma i numeri parlano chiaro: oggi si vedono molti più portabici da auto che bici pieghevoli.

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