Incidenti a Bologna. Utenza debole sotto tiro

provincia bolognaE’ stato presentato oggi in Provincia di Bologna dall’Assessore alla Viabilità Graziano Prantoni coadiuvato dallo staff dell’Osservatorio incidentalità, il rapporto 2006 relativo agli incidenti stradali nella provincia di Bologna. Il dato nudo e crudo, confrontato con l’anno 2005 è impietoso: aumenta il numero degli incidenti (+0,7), dei morti che sono stati 108 (+14,9) e dei feriti (+3,3). E’ vero che il 2005 è stato l’anno in assoluto migliore dacché vengono effettuate queste rilevazioni, ma ritornare sopra i 100 morti all’anno rende più difficile, se non impossibile ormai, centrare l’impegno che la Provincia ha sottoscritto, firmando la Carta Europea della sicurezza stradale

Ci riferiamo all’obiettivo europeo introdotto dal Libro bianco sui trasporti che indica la riduzione dell’incidentalità del 50% entro il 2010, che per la Provincia di Bologna vuol dire stare sotto le 64 vittime annue. Un impegno che vale anche per l’Italia tutta i cui dati in proporzione sono addirittura peggiori. La Provincia di Bologna che da diversi anni si avvale del puntuale lavoro dell’Osservatorio sull’incidentalità è in grado di fornire analisi dettagliate (e in grande anticipo rispetto a quelli nazionali fermi al 2004) sulla dinamica degli incidenti, sul tipo di veicoli e di utenza coinvolta, ma anche di georeferenziare i sinistri in modo da avere una mappa precisa dei punti pericolosi del territorio e intervenire in modo mirato. Nonostante ciò il dato, come si diceva prima, non conforta gli sforzi e soprattutto desta seria preoccupazione quella tendenza in essere da qualche anno che vede aumentare in modo sensibile i decessi tra i cosiddetti utenti deboli (pedoni e ciclisti). Un dato questo già sottolineato su www.ilikebike.org e ribadito anche dalla Consulta della Bicicletta di Bologna in occasione della recente presentazione del libro bianco sulle mobilità ciclabile. Ma se la Provincia segna una battuta d’arresto nel suo trend positivo da qualche anno, desta addirittura imbarazzo il dato di Bologna che vede crescere il numero di morti del 33% (dai 27 del 2005 ai 36 del 2006). Di questi morti a pagare il prezzo più alto è proprio l’utenza debole. Stando ai dati dettagliati sul sito web del Comune di Bologna sono stati infatti 13 i pedoni deceduti  e 4 i ciclisti  ai quali vanno aggiunti 9 motociclisti.

Le responsabilità si rimpallano tra coloro che attribuiscono agli utenti della strada le colpe maggiori (“l’italiano è allergico alle regole” è il loro adagio) e quanti che imputano responsabilità precise alla Politica e ai suoi rappresentanti che a tutti i livelli dell’organizzazione dello Stato non riescono a dare risposte all’altezza dell’impegno europeo che altre nazioni come la Francia o l’Inghilterra hanno invece dato e continuano a dare. Del resto se i costi sociali della mancata sicurezza stradale hanno ricadute collettive è naturale che la risposta debba essere politica in primis. Oggi fanno scalpore gli incidenti del sabato sera, ma il dato che passa sotto silenzio è che si muore nelle città, in quei luoghi dove viviamo prevalentemente e dove lavoriamo. Ebbene se una legge dello Stato volta a prevenire gli incidenti sul lavoro ha imposto regole e sanzioni (ci riferiamo alla 626), ci chiediamo se non sia il caso di lanciare una grande campagna (senza gelosie tra giornalisti e testate diverse) per spronare gli amministratori delle città a mettere in sicurezza i loro territori così come i datori di lavoro mettono in sicurezza i luoghi di lavoro.
Siamo tutti un po’ responsabili e su questo sito dove ci occupiamo di bicicletta e di chi la ama partiremo presto con una sezione dedicata alla sicurezza dell’utenza debole. Senza battaglie tra clan, ma cercando il diritto alla sicurezza (stradale) per tutti. Senza sconti per nessuno né per chi va in bici, né per chi va in auto o in moto.
A noi di ilikebike piace la bicicletta ma anche la vita. Ecco perchè la sezione che dedicheremo alla sicurezza stradale si chiamerà ilikelife.

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