Giro d’Italia in Bolletta [1]

E’ strano essere accreditati per il Giro d’Italia e contemporaneamente trovarsi col portafogli a secco… Frequenti persone che girano su macchine fresche di autolavaggio, che profumano di bucato con foulard rosa, e tu stai lì a fissarle sulla tua bici scassona pensando: siamo colleghi!!! 
Ebbene, prima tappa di Venezia. Una trappola per le tasche di tifosi eaddetti ai lavori. A Venezia se sei in bolletta ci arrivi anche, al Lido ti attacchi. Serve un passaggio in traghetto alla modica cifra di 12 €. E, udite udite, il transito in traghetto per vedere i ciclisti correre è vietato ai passeggeri in bicicletta. Tutta la fatica per arrivare da Marghera a Piazzale Roma sulla ciclabile e poi… devo mollare la mia fedele cavalcatura a uno sconosciuto palo della luce e proseguire in barca… COL CACCHIO!!!
Attacco al palo della luce il Giro del Centenario e comincio a girare Venezia in bici… sapete unca cosa? Solo un cretino come me poteva pensare di girare Venezia in bici.. impossibile! Peggio di una gara di ciclocross, con la bici sempre in spalla…
L’Italia se la giri in bici è veramente faticosa. E se la giri in bolletta ancora di più. Anche se sei un giornalista accreditato al giro d’Italia! Il ritorno sulla terraferma è ancora più agghiacciante. Finita la ciclabile che collega Venezia a Marghera ti ritrovi in una pericolosissima tangenziale senza spazio ai lati, con le Skoda di ritorno dal campo di gara che ti sfrecciano a pochi centimetri. Mi viene da sorridere pensando che il loro Giro d’Italia è niente in confronto al Giro d’Italia che aspetta me!

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