Torino a 30 all’ora

A noi di ilikebike piace la lentezza. Non la mitizziamo né la evochiamo per riproporre quadretti amarcord inzuppati di nostalgia. La lentezza, che va alternata con sane accellerazioni, è un ingrediente importante di ogni “vita activa” e non un lusso da vita contemplativa.
Ci aiuta a pensare meglio, a stirare i nostri pensieri plissettati a distendere le nostre fibre nervose. Reinventare la lentezza e introdurla nelle nostre città, nei nostri comportamenti anche con provvedimenti pubblici, può essere molto importante e lungimirante.
E’ da salutare perciò con grande interesse la decisione di Torino di abbassare i limiti di velocità a 30 km orari nel suo quartiere più popoloso, il Santa Rita.
Le zone 30 non sono una novità. Molte città ne fanno uso. Il problema è farle rispettare quelle zone 30.
Torino, ci sembra di capire, da quanto scritto su la Stampa di ieri, cerca di fare di più: rovescia la gerarchia  degli utenti che si muovono in città mettendo al primo posto pedoni e ciclisti.
Le conseguenze sono innumerevoli, specie sul versante della sicurezza stradale, come ci ha spiegato su questo sito, Edoardo Galatola .
Ma non solo. Benefici importanti possono maturare sul piano culturale, perché come ha scritto ieri Carlo Petrini, il fondatore di Slow Food, “ridurre la velocità non vuol dire imporre un limite, ma liberarsi da un limite”

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