a cura di Cristina Rosati

Riceviamo da Cristina Rosati, giornalista, amica e ciclista, questo primo rapido schizzo di Parigi. Speriamo proprio sia la prima di una serie di corrispondenze in forma di lettera dalla capitale francese che, da un anno circa, è anche la capitale mondiale del Bike sharing.

Dacché sono a Parigi, mi sento combattuta se acquistare o meno una bici, tra l’altro le più economiche sono quelle che si vendono nei mercati e sono rubate, quindi sono eticamente contraria. E poi il sistema del Velib è oggettivamente troppo intelligente per non approfittarne. Ma c’è un però. Per abbonarsi bisogna disporre di una carte bleue francese, quindi bisogna avere un conto francese e di conseguenza un lavoro, una casa, un garante e altri accidenti simili. Insomma. Sono quasi giunta alla fine del calvario e non mi resta che inviare le ultime scartoffie, tra quindici giorni circa quindi la città sarà mia… Su quelle bici ci sono già andata perché degli amici francesi mi hanno fatto l’abbonamento giornaliero…Sono super comode, con il cambio, la luce, il cestino. E’ vero che è difficile trovarle sempre e in tutte le zone, ma questo è normale in una città come Parigi, è la stessa difficoltà di trovare un taxi di sabato sera. Prima di prendere una bici Velib però bisogna controllare che tutto funzioni, è facile che ci siano bici senza freni o sgonfie…ma i parigini lo sanno bene e li vedi tutti lì che controllano prima di montare in bici. Gli automobilisti sono peggio di quelli italiani, le piste ciclabili poche e sempre piene di pedoni…Insomma, questa è la prima impressione, ma presto avro’ modo di raccontare meglio Parigi e le sue biciclette (pardon Velo’)!

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