Quando il pericolo è immaginario

Da tre mesi in Francia è possibile spostarsi in bicicletta in doppio senso nelle cosiddette zone 30, dove i veicoli hanno l’obbligo di condurre a non oltre i trenta chilometri orari. I primi sondaggi sull’opinione pubblica rilevano che pedoni e automobilisti non comprendono i vantaggi dell’iniziativa e in tanti la giudicano addirittura pericolosa.
A Parigi, dove il doppio senso è generalizzato in quasi tutti i quartieri, sono stati aggiunti anche dei semafori per avvertire gli automobilisti.  L’UMP, il partito del presidente della Repubblica Nicolas Sarkozy, ha ottenuto che si proceda ad un bilancio degli incidenti al più tardi l’estate prossima.

I fatti però sono diversi: in tre mesi non si è verificato nessun incidente e anzi, il provvedimento ha finalmente spinto i ciclisti ad abbandonare i marciapiedi per evitare i sensi unici.

Il Club delle città e dei territori ciclabili
, a cui aderiscono più di mille tra istituzioni comunali, regionali e realtà associative, difende la scelta di permettere il percorso a doppio senso per i ciclisti e spinge il goveno a investire in una campagna pedagogica piuttosto che invocare un pericolo inesistente.

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