Infrastrutture ginniche

Fino al mese scorso tra via Farini e l’asse Galvani-Archiginnasio le catene sistemate dal Comune a protezione dell’area pedonale lasciavano un passaggio  liberamente percorribile da pedoni e ciclisti. Ora il bar Zanarini deve aver  avuto la concessione per un maggior numero di tavoli (ne ho contati una  trentina) e il Comune ha pensato bene di chiudere completamente il passaggio  con catene, costringendo così i ciclisti a una gimcana tra gli stretti piloni  di ferro e i numerosi veicoli in perenne sosta selvaggia a ridosso dei piloni. Ecco qui sotto una eloquente immagine.

Il ciclista che sia riuscito ad evadere da piazza Galvani senza danni, che sia  riuscito ad attraversare via Farini senza farsi schiacciare e che voglia poi  proseguire su per via del Cane (percorso consigliato dallo stesso Comune con  apposito microscopico cartello verde) incontra presto una nuova gimcana costituita da
1) fittone in pietra al centro della strada,
2) strettissimo  budello tra decine di scooter in sosta semiselvaggia condiviso con pedoni e  motociclisti
3) dulcis in fundo, nuova catena trasversale alla via, che lascia  sì e no un metro di passaggio raso muro, sempre da condividere tra i suddetti.
I ciclisti bolognesi ringraziano per il costante esercizio fisico e mentale
garantito da queste nuove infrastrutture ginniche.

Cordialità

Vittorio Marletto

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