Cartolina da Barcellona

Si può attraversare tutto il Passeig de Gracia ed arrivavare fino a Plaza Cataluna, da cui parte la Ramblas, senza trovare una stazione dove poter prendere una delle 6000 biciclette comunali del Bicing. A più di tre anni dal suo esordio (22 marzo 2007), il servizio di bike-sharing di Barcellona ha conosciuto un successo insperato dagli stessi promotori. I numeri sono impressionanti: 414 stazioni dislocate in tutti gli angoli della città, 40 mila utilizzi giornalieri ed un gran successo in termini di visibilità. Non c’è barcellonese che non abbia la tessera magnetica del Bicing, non c’è turista che non noti sfrecciare queste biciclette dal colore rosso-bianco, divenute a pieno titolo uno dei simboli cromatici della città. “E’ un ottimo servizio, Barcellona è una città da vivere in bicicletta”, mi racconta Roberto, 26 anni, studente italiano da anni residente nella capitale catalana. Piccola e manegevole, campanello, luci anteriori e posteriori, un cambio a tre velocità, porta borsa anteriore. La sua utenza è quanto mai variegata, la pedalano un po’ tutti: dipendenti, studenti, liberi professionisti. Il suo utilizzo è quanto mai semplice: basta porre la barra magnetica della tessera Bicing su di una apposita targhetta posta sulle colonne di una stazione, ed aspettare che il displey visualizzi il numero della bicicletta pronta per l’utilizzo; controllarne il buono stato, regolare l’altezza del sellino e partire. I costi sono quanto mai contenuti: abbonamento annuale da 25,86 euro l’anno e il diritto a trenta minuti di utilizzo al giorno, 0,43 centesimi ogni successiva mezz’ora prelevati direttamente dal proprio conto di credito. Il Bicing di Barcellona in poco più di tre anni è diventato uno dei servizi di bike-sharing più conosciuti al mondo, al pari del più celebre Velib parigino. A differenza della capitale francese, il servizio barcellonese è stato pensato per i residenti, per agevolare una mobilità sostenibile di una città ancora caratterizzata dalla preponderanza del traffico veicolare. Al momento un decimo dei cittadini utilizza il servizio Bicing negli spostamenti urbani. Spostare una quota considerevole di traffico sulle due ruote a trazione umana rappresenta ancora una sfida ambiziosa, nonstante gli sforzi dei promotori del Bicing. Lo stesso servizio registra alcune lacune. Non sempre si riesce a trovare una bicicletta da noleggiare nelle stazioni, o non sempre è facile trovare in una stazione un posto libero dove poter riconsegnare la bicicletta. Il bicing sembra essere stato vittima del proprio successo. Lo stesso assessore alla Mobilità del Comune di Barcellona Francesc Narvàez, ha ammesso a più riprese che il servizio deve essere continuamente aggiornato e incrementato. “Quando è stato lanciato, il Bicing ha avuto un enorme successo. Tutti qui a Barcellona hanno la tessera del Bicing” racconta Christian, 38 anni bibliotecario di CasaAsia. “Il servizio non risulta però sempre efficiente. Il flusso degli spostamenti si concentra spesso verso il centro e non è sempre agevole trovare una stazione dove poter riconsegnare la bici. Mi è capitato spesso di vedere lunghe file di gente in attesa alle stazioni sia per consegnare, che per prendere la bici. Ciò non toglie che sia un bellissimo servizio, molto apprezzato qui a Barcellona. Deve essere migliorato”. Nonostante alcune comprensibili dafaince di un pur giovane progetto, il Bicing sembra aver avuto il merito di aver messo all’indice dell’agenda del comune di Barcellona, la sicurezza degli spostamenti in bicicletta. “E’ molto bello e comodo andare in bicicletta a Barcellona. Ma non sempre mi sento sicura. Ho notato che moltissime piste ciclabili sono nate nel solo ultimo anno. C’è ancora tanto da fare. Spero continuino così” dichiara speranzosa Maria, 27 anni, illustratrice catalana. Il sindaco di Barcellona ha promesso di raggiugere 200 km di piste ciclabili per il 2011. Merito del Bicing e dell’affezione col quale è stato accolto, dimostrare quanto l’utilizzo della bicicletta possa attrarre un sempre maggiore e considerevole numero di utenti.
Gabriele Annichiarico

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  1. vivo in tre città col bike sharing.
    sarò roba vecchia ma non mi viene proprio di usare la bici comunitaria.

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