Caro Cacucci non ci sono solo i Suv

A commento del pezzo di Cacucci contro i Suv a Bologna 

Caro Cacucci,

sono un po’ stufo di sentir parlare male (solo) delle auto. Da quando vigono i sacrosanti divieti alla libera circolazione delle auto, cioè da quando la volontà dei cittadini espressa con referendum negli anni Ottanta è stata (in parte) fatta propria dall’amministrazione, il centro di Bologna, ma direi l’intera area metropolitana, è diventata la capitale dei motorini, o più precisamente degli scooter, sempre più grandi e potenti, sorta di Suv a due ruote.

A migliaia entrano in centro ogni mattina, e così l’inquinamento cacciato dalla porta rientra dalla finestra, favorito dall’assurda politica di posteggio gratuito per le moto e per l’assenza o quasi di limitazioni e controlli.
Una volta entrati in centro i motociclisti si muovono ovunque e continuamente anche solo per fare pochi metri, salgono sui marciapiedi e percorrono i portici a motore acceso del tutto incuranti di chi cammina.
Persino dentro i giardini Margherita ci sono i posteggi per queste macchine, per cui neanche al parco ci si sente del tutto sicuri dal loro strapotere e bisogna stare attenti a non farsi “arrotare” i figli dai figli appena un po’ più grandi degli altri bolognesi.

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