In bicicletta Memorie sull’Italia a due ruote

Si sa, la storia vera della bicicletta e della costruzione del suo immaginario, in Italia, comincia all’alba del Novecento. E’ da quel momento che questo mezzo di trasporto diventa un generatore di riti e di miti. Riti e miti che si incarnano nell’esperienza reale, nell’uso che la gente comincia a farne. E nelle emozioni che procura: libertà, spavalderia, riscatto, indipendenza ma anche paura e sogno.
Tutto ciò e tanto altro ancora si trova nel libro In bicicletta Memorie sull’Italia a due ruote edito da Il Mulino e curato da Stefano Pivato, Loretta Veru e Natalia Cangi.
Si tratta di storie vere estratte da quel formidabile giacimento di memoria e storia contemporanea che è l’Archivio Diaristico Nazionale di Pieve Santo Stefano. Tantissime le storie raccolte tra le quali, ci è parso opportuno segnalare quella di Zelinda Resca staffetta partigiana della 4ª brigata Garibaldi Venturoli e nota con il nome di battaglia di Lulù.

Con l’incipit del suo racconto vi auguriamo buon 25 aprile.

Fui subito inquadrata nel ruolo di staffetta portaordini nonché addetta alla consegna di armi, munizioni, viveri e quant’altro sarebbe servito alla causa del Paese per il riscatto e la liberazione dai tedeschi e dai fascisti.

Le munizioni venivano collocate sul fondo di una grossa borsa quasi sempre apparentemente malandata ma ben rinforzata dall’interno con della robusta tela e con della corda ai manici affinché potesse resistere al peso. Su armi e munizioni venivano poi sistemati ortaggi tipo patate o cipolle in modo da giustificare il peso in caso di un controllo non troppo accurato. Il trasporto delle armi più ingombranti era un po’ più complicato e in seguito vi dirò di un episodio accaduto al riguardo […]

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