Lucciola

Recupera un mestolo o una schiumaiola. Poi aggiungici un fanale da bici,  magari di quelli di una volta. Di quelli che non vedi  quasi più, perché si usano sempre meno, visto che si tende a sostituirli  con faretti (meglio se a led), alimentati non più con la dinamo, ma a batterie (meglio se ricaricabili).
Poi mettici il genio di Micribe uno studio di design di tre giovani intraprendenti ed ecco una bella lampada ricaricabile. Deliziosa perché alla faccia di tanto design asettico i suoi componenti recuperati sono ricchi di retrostorie e contengono l’ingrediente che più arricchisce un oggetto: l’evocazione. Che poi la lampada si chiami Lucciola, beh anche quello non è un dettaglio di poco conto. Le ricordate ancora? Da quanto tempo non le vedete?

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  1. adesso sì che l’anno può cominciare con una nuova luce :-) 

  2. Le lucciole le vedo tutti gli anni a maggio, persino nel cortile di casa mia a Bologna. Non tutto è perduto!

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