Leonardo e la bicicletta

Un collega gentilissimo mi ha portato da Firenze una cartolina che raffigura la bicicletta (o qualcosa che gli somiglia moltissimo) disegnata in una pagina nel Codice Atlantico di Leonardo da Vinci (§133V, per i pignoli). Io non l’avevo mai vista, ma la mia prima reazione è stata di incredulità e ho detto “è senz’altro un falso”, memore dello sciacquone, un caso di falso goliardico che aveva suscitato qualche scalpore molti anni fa. Incuriosito ho subito scoperto, frugando in internet, che non sono il solo ad averlo detto, e però ho trovato anche un’accorata difesa dell’autenticità del disegno redatta proprio dal massimo esperto novecentesco di Leonardo, Augusto Marinoni.
In ogni caso moltissimi altri esperti sono di tutt’altra opinione e il dibattito arriva anche oltreoceano.

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  1. Affascinante l’idea che il grande genio Italiano abbia potuto pensare alla bici in anticipo sui tempi. Di ben 400 anni.

    Anche l’idea della trasmissione a demoltiplica (davanti ghiera più larga, dietro ghiera più stretta)…. sarebbe stato davvero come scoprire un Jumbo 747 mille anni prima del volo dei fratelli Wright.

    Peccato che si tratti di un “falso storico”. In circa 500 anni è passato per troppe mani per almeno non metterne il discussione l’autenticità. Verosimilmente pare essere “un’aggiunta” non richiesta fatta da qualche restauratore (o copista) ottocentesco. Ma una bicicletta di Leonardo da Vinci val bene una Parigi-Rubaix.

    Criticamente,

    Cristiano dalianera

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