Giro d’Italia in Bolletta [21]

Sfido chiunque ad andare a comperare il pane la mattina in bicicletta, qui ad Anagni. Non esiste un solo metro pianeggiante in questi paesi della Ciociaria. Bici dunque come attrezzo sportivo e non come mezzo economico ed ecologico per spostarsi. Eppure anche in questa tappa di trasferimento (per gli atleti del Giro poco più di un allenamento…) il traguardo viene preso d’assalto da attempati abitanti di Anagni, bardati di tutto punto con il body che strizza poco onorevoli rotoli di ciccia… In sala stampa si sonnecchia, la corsa ormai è praticamente chiusa, non rimane che uccidere la noia bevendo il duecentesimo Estathè! Addirittura molti banchi di giornalisti sono vuoti, segno che la pacchia sta finendo anche per loro e che le redazioni stanno richiamando tutti all’ovile. Anche io penso a cosa farò da lunedì, terminata la corsa.
Ma ecco che l’opaco pomeriggio viene risvegliato da un signore che impastandosi le mani irrompe gridando: Vino gratis per tutti, in cambio del vostro indirizzo e-mail!
La legge sulla privacy va immediatamente a farsi benedire, tutti gli scribacchini mollano il portatile e la telecronaca della tappa e si accalcano di fronte alla montagna di bottiglie strenna. C’è anche chi fa la coda due volte, cercando di accaparrarsi razione doppia. Ma consegna lo stesso bigliettino da visita e viene quindi smascherato…
Mi muovo come un cattedratico in mezzo a delle matricole.
Tramonta il sole, la macchina si dirige verso Roma. Nei sedili posteriori traballano una ventina di bottiglie di vino ciociare. Il Giro sta finendo, e devo pure pensare a come sopravvivere da lunedì prossimo, no?

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