Immaginario, marketing e bicicletta

In ORANGE BIKES TAKE MANHATTAN, un corto proiettato a Milano durante l’ultima edizione del Bicycle Film Festival, Kalim Amstrong racconta le reazioni della comunità ciclistica newyorkese all’operazione di guerrilla marketing di DKNY, un’azienda di abbigliamento della stilista Donna Karan.

Bici arancioni, con tanto di brand aziendale, sono state disseminate per la città per lanciare la nuova linea di abbigliamento, centrata sulla bicicletta. Questi velocipedi arancioni fanno il verso alle bici bianche usate per commemorare i ciclisti morti in strada, le ghostbikes. Un’appropriazione di un immaginario che ha a che fare con un lato vitale delle persone. Individui che rischiano di perdere la vita quotidianamente sulle strade, o magari hanno perso un conoscente, ucciso nel traffico urbano.
I ciclisti newyorkesi non hanno sopportato questa colonizzazione mercificata del proprio immaginario; si sono dati al sabotaggio dell’operazione di guerrilla marketing distruggendo le bici arancioni, finchè non è stata la polizia ad eliminarle tutte.

Qui il video:

ORANGE BIKES TAKE MANHATTAN from Kalim Armstrong on Vimeo.

PS:

Questo a New York. A Bologna non c’è nessuna operazione di guerrilla marketing sulle ghostbikes. Ciononostante delle tre bici bianche, apparse nella città in questi ultimi mesi, oggi ne rimane una. Anche la superstite non se la passa bene: le è stata sottratta una ruota.
Inciviltà, rimozione da parte del Comune, goliardia? Non ci è dato saperlo.

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