Mestre (VE): opinioni sulle piste ciclabili

Questa è la lettera di un residente di Mestre (VE) inviata alla redazione de “Il Gazzettino” a proposito del noto Biciplan, il piano della mobilità sostenibile del Comune di Venezia.

I miei dubbi sulle piste ciclabili 
Vorrei sottoporre un dubbio e una perplessità che da tanto tempo porto con me e alle quali non ho saputo dare una positiva risposta. Qual’è la logica che ha ispirato gli amministratori e i tecnici del Comune a realizzare a Mestre quella vastissima rete di piste ciclabili che di fatto ha drasticamente ridotto le superfici percorribili delle strade e i già insufficienti spazi dedicati ai parcheggi per le autovetture? In linea di principio la previsione di percorsi privilegiati per i ciclisti è una buona cosa, ma la loro realizzazione non può nè doveva prescindere dagli obiettivi dati di fatto sui quali impattava il progetto: il tessuto urbano esistente, la già critica situazione parcheggi e la viabilità di Mestre, la quale ultima è destinata a subire ulteriori notevoli ridimensionamenti a seguito della prossima immissione nel traffico cittadino del tram. Ricordo con infinito piacere le meravigliose scampagnate fatte in gioventù in bicicletta. Ora non sono più giovanissimo e mi risulterebbe difficile inforcare la bicicletta anche solo per spostarmi da un lato a un altro della città, ma immagino che la bici non sia proprio il mezzo più idoneo neppure per chi, ancorché giovane, si debba spostare per lavoro da un ufficio ad un altro, o per fare la spesa, o debba portare carichi in genere, o debba accompagnare i propri figli a scuola. Non ho considerato il tema dei costi di realizzo delle piste, nè quello dell’impatto visivo dei divisori di acciaio delle piste (particolarmente pericolosi) ma più semplicemente il loro livello di utilizzo e funzionalità, che mi sembrano essere molto bassi. Non credo di aver rilevato che il numero dei ciclisti circolanti per Mestre si sia incrementato dopo la realizzazione di tante piste, ho invece di converso rilevato che un’alta percentuale di ciclisti persevera nell’ignorare le piste privilegiando percorsi ad esse alternativi forse perché più congeniali e idonei ai loro spostamenti. Di certo la circolazione dei mezzi a motore si è ulteriormente rallentata, per non parlare della difficoltà nel reperire parcheggi (quasi tutti a pagamento). Non sono in grado di valutare il livello di gradimento da parte della cittadinanza per le piste e i lavori eseguiti, ma ho la sensazione che il progetto sia, più che la sintesi di soluzioni orientate a vantaggio della circolazione urbana, il frutto di utopistiche scelte.

Vittorio Massagrande, Mestre

1 Comment

  1. Il Comune di Venezia ha investito, con lungimiranza, dodici milioni di euro per realizzare una rete ciclabile da 100 chilometri la quale ha portato ad un aumento degli spostamenti sulle due ruote dal 6 al 20%: ciò significa meno auto in circolazione, meno smog ed emissioni di CO2, meno malattie respiratorie, meno incidenti stradali. Insomma, ad una riduzione del traffico su automobile corrisponde un notevole risparmio economico per tutti. Ecologia è economia.” (Davide Scano, consigliere Municipalità Mestre – Carpenedo sul Gazzettino di Venezia del 15.02.2009)

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