E se fosse un mezzo di trasporto?

E’ in corso questa mattina a Ferrara (Sala Arazzi della Residenza Municipale) la conferenza stampa di presentazione delopera che Elisabetta Coppola aveva originariamente realizzato per il progetto Mail Art for Bike di questo sito.

E se fosse un mezzo di trasporto?

 “E se fosse un mezzo di trasporto?”. Ricordate quel giochino che si faceva da bambini per svelare un’identità partendo dalle consonanze fra due differenti soggetti? Se fosse un mezzo di trasporto Ferrara sarebbe indiscutibilmente una bicicletta. Atavico, ancestrale, simbiotico: si possono trovare diversi aggettivi per qualificare il rapporto fra la città e il più ecologico, salutare e silenzioso strumento di locomozione. Ci indusse l’assenza di rilievi (Ferrara è piatta come una tavola da surf), ci assecondò la miseria (la città era povera e la bici non consuma altro che energia muscolare), ci sostiene l’assuefazione (nulla è più forte da infrangere di un’abitudine). A ciò si sommano le politiche di sostegno all’uso della bicicletta che la pubblica amministrazione ha da sempre promosso con ferma determinazione. Bella, quindi, è l’idea di una mostra che rende anche esteticamente esplicito l’inscindibile legame di Ferrara con la bicicletta, sezionata secondo le prospettive della storia, degli usi, del collezionismo, dei segni tangibili della sua incombente presenza in città. Una mostra nella quale Ferrara si può pienamente rispecchiare, trovando riflessa l’immagine di una parte cospicua della sua bellezza.

Gaetano Sateriale
Sindaco di Ferrara

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  1. Sul fatto che in Italia si debba liberalizzare il trasporto pubblico work from home, caro Ugo, sfondi una porta aperta. Ho detto in Italia, perchè in altri paesi dell’Europa evoluta il trasporto pubblico monopolistico funziona ancora credit card che è una meraviglia. Perchè lì hanno il senso civile della qualità del servizio pubblico che a noi manca. Hai mai viaggiato sui servizi di trasporto pubblico francesi, svizzeri, tedeschi, olandesi ecc. e ora anche spagnoli? Sembra di stare in un altro mondo rispetto all’Italia travel insurance. Per questo non condivido del tutto la tua affermazione ” chi viaggia è costretto a non poter scegliere altro che fra il mezzo privato – costoso e invadente – e il mezzo pubblico car insurance – inefficiente e inflessibile”. Bisognerebbe aggiungere dopo chi viaggia: “In Italia”

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