Lettera agli Assessori

Al All’Assessore alla Mobilità
Comune di Bologna
Maurizio Zamboni
Piazza Maggiore, 6 – Bologna

p.c. Assessore alla Viabilità e Mobilità
Provincia di Bologna
Graziano Prantoni
Via Zamboni – Bologna

p.c. Organi di Informazione cittadini – LL.SS.
Bologna, 01/01/2009

Gent.le Assessore,
anche in quest’anno, che tutti preannunciano di grande crisi, continuiamo il nostro incontro in bicicletta del primo Gennaio alle 8.30 in Piazza Maggiore, iniziato diciannove anni fa.
Un modo nostro per farLe gli auguri e con Lei a tutti i ciclisti che con noi condividono i rischi della strada.
Oltre ad un anno di crisi annunciata, andiamo incontro ad un anno di scadenze elettorali: ci auguriamo che questo secondo aspetto non rallenti le attività in corso di realizzazione né impedisca la definizione di nuovi ed ambiziosi obiettivi in termini di ciclabilità urbana.
Nell’anno in cui si è iniziato a vedere l’incidenza dei costi delle auto private per le famiglie, molti si sono accorti di avere uno strumento, la bicicletta, in grado di consentire egregiamente quegli spostamenti casa-lavoro oggi percorsi con mezzi motorizzati. Ma la città (e soprattutto la Provincia di Bologna) non sono ancora pronti ad incentivare un utilizzo più massiccio della bicicletta.

Dobbiamo sottolineare il completamento di numerose realizzazioni:
1.    Il Ponte Ciclopedonale della Dozza, anzitutto, che permette i collegamenti tra due importanti radiali bolognesi;
2.    La sistemazione della zona tra Via Mengoli – Laura Bassi – Mezzofanti che è già e sarà sempre più un’arteria ciclabile importante per i percorsi casa-scuola che consente;
3.    Le realizzazioni in zona Fiera/San Donato (Via del Lavoro – Via Pezzana – Via Repubblica) che, pur ancora non del tutto completate, permettono già una buona rete locale;
4.    La ciclabile di Via Bovi Campeggi – Tanari che permetterà il collegamento tra la Stazione Ferroviaria e l’Ospedale Maggiore (perchè non indicarlo subito?);
5.    Il miglioramento di Via Sante Vincenzi con il collegamento su Via Rimesse; speriamo che presto si possa anche superare Via Libia.
Soprattutto ci preme evidenziare positivamente come finalmente si comincino a vedere gli attraversamenti rialzati agli incroci bolognesi: sono questi che, nel pieno rispetto del Codice della Strada, consentiranno di ridurre drasticamente l’incidentalità sulle strade e nelle rotatorie; e costringere finalmente (senza polizia o telecamere) tutti gli utenti motorizzati a rallentare. Abbiamo bisogno che gli attraversamenti rialzati divengano uno standard progettuale ed un fiore all’occhiello per Bologna. Provocatoriamente, con attraversamenti rialzati ben fatti diverrebbero superflue persino molte piste ciclabili, perché la strada diverrebbe davvero condivisa… non è ancora la situazione di oggi, però.

Oggi chi, dai comuni confinanti, visti anche i costi dell’auto, prova a venire a Bologna in bicicletta trova ancora difficoltà enormi: da comuni come Pianoro, Castenaso, Calderara, Castel Maggiore, Granarolo e dalla parte Nord di San Lazzaro, chi arriva a Bologna in bicicletta lo fa in condizioni che definire disagiate è un eufemismo: lo fa rischiando tutti i giorni la vita anche perché il rispetto da parte degli automobilisti è inesistente (a parte chi scappa dopo un incidente, mai nessuno che metta la freccia per superare un ciclista! Tutti invece a suonare se un genitore in bici sta, legalmente, a fianco di suo figlio…).

Sono mesi nei quali i mezzi di informazione consigliano la limitazione dei piccoli consumi (acqua, luce, gas,…) ed individuano fonti alternative nell’idrogeno, nel vento, nel sole.
I media dimenticano tuttavia di riconoscere che anche noi siamo fonti alternative di energia. Noi, la gente comune, che ogni mattina si reca al lavoro o a scuola in bicicletta, siamo una straordinaria fonte rinnovabile, se veniamo rispettati sulle strade. Per liberare tante energie compresse e non utilizzate è indispensabile il completamento della rete ciclabile su scala provinciale. Non è un caso se le città che primeggiano nelle classifiche di vivibilità ambientale sono quelle che hanno realizzato una adeguata viabilità minore (spesso a livello provinciale).

Quello che ci preoccupa è vedere che, nel momento in cui la necessità dell’utilizzo della bici esplode la città non sia ancora pronta per accoglierla.
E la Provincia, con il coordinamento tra i comuni, dove è ?
E la Regione Emilia-Romagna? I treni (ed i biglietti) per i pendolari ciclisti non sono nemmeno stati considerati ed il confronto tra la pianificazione della ciclabilità nella nostra ed altre regioni del nord Italia è semplicemente impietoso: come ciclisti pagheremo per anni, anche a Bologna, i danni provocati dalla inesistenza di fatto della Provincia di Bologna e dalla miopia progettuale della Regione Emilia Romagna.

Non siamo convinti che il 2009 sarà un anno di crisi. Sarà un anno nel quale molti saranno portati a ripensare i loro comportamenti (anche sulla strada) e, con una scelta logica, vedranno nella bicicletta lo strumento per risparmiare tempo, salute e denaro. E per arricchirsi in conoscenza, fosse anche solo del proprio quartiere o dei negozi lungo la strada. Per riscoprire un’economia più locale che permette un consumo più misurato.

L’augurio che Le facciamo, in conclusione, è proprio di condividere quest’ottimismo nell’anno che inizia. Di comunicarlo alla città con campagne informative prima della Primavera. Di completare alcune realizzazioni ciclabili in cantiere per adeguarsi al sensibile aumento di biciclette che Bologna vedrà quest’anno.

Con tutta stima

           Martino Caranti
               Presidente
     Monte Sole Bike Group
           FIAB Bologna

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