Ancora via del Cane

Ora che il cantiere di Palazzo Pizzardi è stato chiuso via del Cane (su cui ci eravamo espressi anche in rima) è tornata quel che era prima: uno stretto ma importante passaggio largo appena quanto basta per pedoni e biciclette. Purtroppo però dobbiamo segnalare che è “infestato” da fumosi e ingombranti motoscooter in parte parcheggiati per bene, ma molti, mai multati, lasciati fuori dagli appositi spazi.
Parliamo di centauri che cercano a tutti i costi di passare tra pedoni e ciclisti per entrare in via Farini, attraverso la troppo larga barriera metallica che dovrebbe fermarli. Le misure di questi strumenti, sia detto per inciso, sono molto importanti come dimostra l’analoga barriera di via della Grada che invece funziona proprio bene.
In mancanza di una segnaletica che espliciti con chiarezza i divieti (alle moto) e i  permessi (alle bici) i signori motociclisti fanno anche i gradassi quando si fa loro notare che il passaggio è vietato.
Morale? Per rendere via del Cane sostenibile (forse sarebbe meglio dire sopportabile…) urgono alcuni piccoli ma importanti interventi: restringere la barriera metallica per fermare le moto ma non le bici; apporre cartelli di divieto e permesso in entrambi i sensi; aumentare la sorveglianza della polizia municipale per multare chi passa dove non dovrebbe e chi posteggia fuori posto. Infine – esageriamo –  ridurre il numero di posteggi moto e disegnare a terra i simboli dei pedoni e delle bici.
Se poi il comune volesse tracciare con un po’ di vernice un attraversamento ciclabile per collegare via del Cane a piazza Galvani, beh, in quel caso, potremmo addirittura commuoverci.

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