La salute della bicicletta di Max Mauro

Il futuro ha due ruote. Così titolava un articolo alcuni giorni fa il più importante quotidiano tedesco, il professore che l’ha coordinata, ne sintetizza gli esiti così: “Andare in bicicletta, con un’andatura rilassata, è un’eccezionale forma di allenamento per il cuore, la circolazione, la respirazione e il metabolismo”. Secondo questo studio la bicicletta previene i raffreddori e le malattie infettive e facendo fare ginnastica in forma rilassata a tutto il corpo, ponendo attenzione a mantenere una postura corretta, si possono anche prevenire i rischi di ernia al disco.
Il della bici rispetto all’uso limitato al tempo libero. La mortalità della persone che usano regolarmente la bicicletta come mezzo di trasporto per almeno tre ore a settimana è di circa il 39 per cento inferiore rispetto a coloro che si mantengono attivi solo nel tempo libero.

Passando in rassegna questi studi mi è venuto in mente il recente ricovero in ospedale di un parente di 65 anni. L’operazione non era grave, ma di certo non piacevole; si trattava comunque di finire sotto i ferri del chirurgo, chiamato ad intervenire su delle vene occluse. Quello che mi ha colpito di questa esperienza è il fatto che il percorso riabilitativo preveda un “corso di alimentazione”, in pratica si dice alle persone di ridurre carne e cibi grassi nelle loro diete, che sono quelli che intasano le vene, e il consiglio di fare una vita più attiva, cioè di fare del moto.
Niente di straordinario, direte voi, ma non ho potuto fare a meno di pensare a mio nonno Olvino, che è morto a 88 anni senza aver mai messo piede in un ospedale, se non in quelle volte che andava a trovare parenti o amici degenti. Olvino non ha mai avuto la patente e per tutta la vita si è spostato in bicicletta. Sarà un caso?

Leave a Response