Ariostesca di Emilio Rigatti

Da tempo immane giace nel castello
Una birota inver miracolosa
Che se la monti vola come uccello
E a trattenerla al mondo non v’è cosa.
Vede Astolfo che proprio è un bel modello
Oliata bene e tutta luccicosa:
così decide e senza tempo in mezzo
toglie dal chiodo e prende il bell’attrezzo.

Rapido Astolfo monta in la birota
S’aggancia i clips e mette in canna Orlando
E verso l’astro che notturno rota
Il Ciclogrifo sprona, sol bramando
Che il senno, di cui la testa è vota
Del paladin, possa riempir volando
Fino all’ampolla in cielo custodita:
E volano i due sulla birota avita.

Nel mezzo di un gran mar d’argento vivo
Sfavilla su di un sasso quell’ampolla
Piena di ciò di cui Orlando è privo.
La prese tosto Astolfo e poi svuotolla
Sul capo dell’eroe in tenue rivo
Finché la testa vuota fu satolla.
Subito Orlando, da follia redento,
Si mise a discettar d’ogni argomento.

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