In salita la corsa del bike Sharing

Dopo il varo di Velib, il bike sharing parigino, lanciato un anno fa e diventato, “l’esempio da battere” a livello mondiale, anche in Italia ci furono diversi comuni che annunciarono provvedimenti analoghi, seppure su scala più ridotta. L’obiettivo era evidentemente quello di aggiudicarsi la palma nazionale di città più a misura di bicicletta. Ecco quindi Torino, Milano e Roma a sgomitare a suon si annunci. Il risultato dopo qualche mese fu emblematicamente riassunto con un bel titolo sul sito Eco dalle città: L’ansimante bike sharing all’italiana.
Oggi, che solo Roma è partita con il suo Roma n’ bike, a occuparsi del tema interviene Il sole 24 ore con un articolo in prima pagina. Titolo: In salita la corsa al bike sharing a firma di Michela Finizio e Francesca Milano.
Un pezzo documentato, dove si apprende tra le altre cose, che anche “gli spiccioli che la finanziaria 2008 aveva destinato alla mobilità alternativa per le città Unesco (4 milioni di euro per il triennio 2008-2010), non arriveranno”.
E mentre Modena con le sue 224 bici diventa la città italiana con il servizio di bike sharing più “robusto”, Brescia insiste convinta e  Bari prova con gli incentivi in denaro, a favorire l’acquisto di nuove bici. Anche perchè in Italia di bici se ne vendono poche. Siamo infatti solo decimi in Europa in rapporto agli abitanti. Che vorrà dire? Che abbiamo le cantine piene di bici?
Che c’è un mercato inespresso da intercettare?

O che quello delle bici rubate è “il vero mercato”?

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