Vita e morte dell’automobile


Inutile nasconderlo, la bicicletta ha un antagonista naturale: l’automobile. Non è ricerca di identità per contrapposizione. La storia della bicicletta non ne ha bisogno e tornare alla bicicletta vuol dire, come dice Paolo Rumiz, tornare all’Italia vera. Nessuna soggezione quindi, ma pura e semplice reazione di auto-difesa: una questione di sopravvivenza. Ecco perchè a chi ama la bici procura un sottile piacere trovarsi tra le mani un libro bello e documentato come Vita e morte dell’automobile di Guido Viale edito da Bollati Boringhieri.

Un lavoro documentato  e coraggioso. Che denuncia lucidamente l’insostenibilità della attuale risposta ai bisogni di mobilità, basata sull’uso dell’auto privata, ma che non manca di proposte, tutte tese a progettare quel trasporto flessibile che una società complessa ormai esige e che informatica e telecomunicazioni possono garantire già da adesso.
Per parlare del suo libro lo abbiamo sentito in occasione di un’intervista effettuata ai microfoni di Città del Capo – Radio Metropolitana.
Ascolta l’intervista a Guido Viale QUI.

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