Inviato da : redazione Lunedì, 21 Giugno 2010 - 09:35
In Francia lo fanno. Dopo le sperimentazioni di Londra i francesi ci provano a far viaggiare le bici contromano. E lo fanno con una legge nazionale che entrerà in vigore dal prossimo primo luglio. Ogni comune potra' adottare il provvedimento purchè sia in una zona dove c'è il limite dei 30 orari.
A Bologna ad esempio, sarebbe possibile pressoche' in tutto il centro storico ma da noi non si va oltre gli annunci, purtroppo.
Se in estate andrete in Francia, magari in vacanza, potreste imbattervi in insoliti cartelli stradali. Dal 1° luglio entrerà in vigore la normativa (introdotta progressivamente e in aree ristrette) che permette ai ciclisti, in base ad un decreto del 30 luglio 2008, di percorrere nelle due direzioni anche le strade a senso unico. Soprattutto nelle cosiddette «zone 30», quartieri tranquilli sempre più diffusi in Francia, nei quali la circolazione dei veicoli a motore, auto o moto, non può superare i 30 km/h.
La nuova norma ha valore in tutto il Paese, salvo deroghe dei singoli comuni. Alle migliaia di amministrazioni locali basterà apporre un cartello aggiuntivo all’ingresso degli attuali sensi proibiti, che reciti «sauf vélos» (escluse le bicilette) e, all’altro lato della strada, un cartello che avvisi gli automobilisti della possibilità di incrociare ciclisti in senso inverso. La richiesta di ottenere la circolazione nelle due direzioni è una rivendicazione di vecchia data dei ciclisti francesi, forti di analoghe concessioni in altri Paesi europei, specie Olanda e Germania. «Non sarà certo peggio di quando, in una stretta stradina di campagna, due vetture si incrociano in direzioni opposte: tutti rallentano un attimo» dice Kiki Lambert, presidente dell’associazione MDB («Mieux se Deplacer en Bicyclette», «meglio muoversi in biciletta»).
D’altra parte già nel 2008 il centro studi su reti, trasporto e urbanizzazione (www.certu.fr) che dipende dal governo, pubblicò una ricerca sui rischi derivanti da questa proposta: nei 5 anni del test, nessun ciclista è rimasto ferito in incidenti verificatisi nelle 25 stradine a «controsenso ciclabile» di una cittadina alsaziana di 25mila abitanti, Illkirch-Graffenstaden, meno di 10 km a sud di Strasburgo, che già adotta la soluzione. I più sorpresi pare siano stati i pedoni. Come ha dichiarato il presidente dell’associazione di categoria, Jean Paul Lechevalier, «bici che circolano silenziose in senso non abituale costituiscono un rischio, soprattutto per gli anziani». Ma mentre anche Parigi, come Grenoble o Strasburgo, sta installando i nuovi segnali nei suoi 65 quartieri in regime di «zona 30», già alcune città provvedono a installare sulle piste ciclabili mini-semafori riservati alle due ruote, sistemati prima dei semafori tradizionali. È il caso di 13 incroci di Angers nei quali le segnalazioni dedicate si accendono una decina di secondi prima del verde e invitano i ciclisti ad avviarsi lentamente.
Voluto e realizzato da ASM, è aperto 24 ore al giorno a fianco dell’autorimessa comunale. Da ieri chi arriva a Venezia in bicicletta può contare su un riparo coperto e gratuito. È il bicipark di Piazzale Roma, voluto e re
alizzato da Asm nei locali ristrutturati dell’ex trasbagagli. L’ingresso è a fianco dell’autorimessa comunale. Il bicipark ha per ora una capienza limitata, con circa 25 posti, ma rappresenta un primo segnale legato alla volontà di dare una sferzata alla mobilità di Venezia anche sotto il profilo delle due ruote, rispondendo a una crescente domanda proveniente sia dai cittadini che (soprattutto) dai cicloturisti, in particolare da quelli d’Oltralpe, che arrivano in centro storico per lavoro o per le escursioni di rito. Dotato di una rastrelliera nuova di zecca dove pendolari e turisti potranno parcheggiare e chiudere il proprio mezzo, il bicipark di Venezia rimane aperto 24ore su 24. Quello di Piazzale Roma è il secondo ricovero di Asm per le due ruote (l’altro è in terraferma, nei pressi della stazione ferroviaria di Mestre).
Inviato da : vittorio_marletto Venerdì, 07 Maggio 2010 - 11:14
Ogni giorno e per un mese si parla di biciclette su Radio3, il canale radiofonico culturale della Rai, nella rubrica Chiodo Fisso, in onda ogni mattina verso le 10 e 50.
E' possibile ascoltare la diretta sul web o riascoltarsi le puntate precedenti sul sito della trasmissione.
Inviato da : stefano Mercoledì, 10 Marzo 2010 - 12:19
Ciao a tutti, dal sito di Radio Città del Capo, un ulteriore test contro le teste dure degli automobilisti:
Auto in città: tempi quadruplicati rispetto alla bici. Pare che a Marzo inizieranno i lavori lungo la futura ciclabile di via Ferrarese, quella che corre lungo i binari e speriamo che corrisponda a realtà perchè sta diventando sempre più un parcheggio per auto e per il transito scooter. Servono spazi contro l'arroganza delle auto.
Ciao Stefano
Inviato da : vittorio_marletto Mercoledì, 03 Marzo 2010 - 16:01
Qualcuno si è accorto che il bike sharing è utile per i ridurre i rifiuti urbani? Questa foto, pubblicata nella rubrica Italians di Beppe Severgnini sul sito del Corriere, mostra cosa può succedere se le bici pubbliche vengono usate poco, come pare succeda a Roma da quando è stata eliminata la gratuità della prima mezz'ora.
Inviato da : MarcoTrotta Giovedì, 18 Febbraio 2010 - 14:44
Perché conviene usare la bicicletta? Lo scopri in questa nuova puntata di Fai una cosa giusta, la trasmissione di Bonsai Tv con consigli per un comportamento più corretto e responsabile nei confronti dell'ambiente, degli altri, di se stessi. (via Focus) Un utile e divertente firmato su quanto sia meglio usare una bici. Marco Trotta
Inviato da : redazione Mercoledì, 03 Febbraio 2010 - 13:00
Una notizia e un video: due "proposte italiane" antismog. La prima parla di un filtro antismog da naso. Il video invece ci mostra il Presidente della Regione Lombardia Formigoni in bicicletta. Leggete e guardate e poi se vi va, votate questo sondaggio.
Il filtro da naso
"Milano - Le domeniche a piedi, l’abbiamo capito, fanno poco o nulla contro lo smog. Così come le targhe alterne, già abbandonate da un pezzo nella maggior parte delle città. Poi ci sono i filtri antiparticolato, da montare sulle auto più inquinanti. Ma costano tanto e riducono le emissioni di polveri sottili solo del 25 per cento. Tanto vale. Tuttavia, nel panorama di proposte anti-smog, spunta un’idea niente male. Non si tratta di tasse per accedere al centro, né di iniziative ecologiste o di divieti. La soluzione sta nascosta in un oggettino di mezzo centimetro, del peso di due grammi. È un mini filtro che non si applica al tubo di scappamento delle auto ma che si infila nel naso. E che ci protegge dallo smog. L’intuizione è venuta nel 2004 a Paolo Narciso, avvocato quarantenne, ed è stata approvata e sviluppata da Luigi Allegra, primario pneumologo dell’ospedale Policlinico di Milano e luminare dei disturbi respiratori. Lui, che da una vita si occupa di patologie legate allo smog, è stato il primo a dare l’ok al progetto: «Ecco la soluzione allo smog. È molto più efficace rispetto ai filtri da montare sulle auto». " Continua la lettura su il Giornale
Inviato da : MarcoTrotta Lunedì, 18 Gennaio 2010 - 17:45
Che il corridoio ciclabile Bologna Verona, su ferrovia dismesse fosse materia in movimento lo avevamo intuito gia' un anno fa. Oggi un passo importante è stato fatto per rendere ancora più percorribile quella ipotesi. E' stato infatti firmato il protocollo tra Regione Emilia-Romagna, Rfi, Province di Bologna e Modena e i nove Comuni interessati. "Il nostro impegno per lo sviluppo della mobilità ciclistica" ha dichiarato l'assessore regionale alla alla Mobilità e trasporti Alfredo Peri. E adesso aspettiamo il 7 marzo La giornata nazionale delle ferrovie dimenticate per percorrerne un tratto e cominciare a farci "la gamba".
Qui sotto la notizia riportata dal Corriere di Bologna perché ne vale proprio la pena:
Nel giro di qualche anno, sorgerà una pista ciclopedonale al posto della vecchia linea ferroviaria Bologna-Verona. Regione Emilia-Romagna, Rfi, le province di Modena e Bologna e nove comuni interessati hanno firmato un protocollo che è il primo passo per la sua realizzazione.
L'ACCORDO - L’accordo prevede la presa in comodato d’uso gratuito da parte delle Province dell’area dismessa da Rfi. La Regione ha accolto così la proposta del gruppo dei Comuni della Bologna-Verona (Anzona dell’Emilia, Camposanto, Calderara, Crevalcore, Mirandola, Sala Bolognese, Sant’Agata Bolognese, San Felice sul Panaro e San Giovanni in Persiceto) per la realizzazione della pista interprovinciale. Capofila è San Giovanni in Persiceto che dal 2005 ha avviato un progetto per valorizzare l’ex sedime ferroviario.
FINANZIAMENTI - Un primo tratto del percorso - da San Giovanni a Crevalcore - è già finanziato con 600.000 euro messi e disposizione da Regione (300.000 euro) e dai due Comuni (150.000 ciascuno). È previsto l’avvio di un network (con Regione ’project leader’), per reperire confinanziamenti europei per completare il percorso. Il tracciato della vecchia linea, da Osteria Nuova a Mirandola, è lungo circa 37 km e si inserisce nelle reti di BiciItalia ed EuroVelo, per una mobilità lenta su corridoi liberi da traffico. «Abbiamo contatti anche con il Comune di Poggio Rusco (Mantova) - ha spiegato l’ing.Vincenzo Cefaliello, di Rfi - per il prolungamento a nord del collegamento».
Un finale che fa ben sperare anche oltre la provincia.
Inviato da : carlo Giovedì, 17 Dicembre 2009 - 14:00
Mestre regina delle piste ciclabili Venezia regina italiana delle piste ciclabili. Vuoi per convinzioni ecologiche, vuoi per far mantenere in forma i propri cittadini, fatto sta che l’amministrazione comunale si è data parecchio da fare sul fronte della mobilità ecosostenibile. Tanto che, tra 2000 e 2008, le piste ciclabili presenti sul territorio veneziano sono cresciute del 100%.
Il Rapporto Cittalia 2009 sulle "Città mobili", fondazione ricerche dell’ANCI, incorona la città lagunare analizzando tendenze, domanda ed offerta di mobilità nelle 15 città metropolitane del paese.
Un riconoscimento che premia il Comune che, pur rimanendo lontano anni luce dai Paesi scandinavi dove la densità di piste ciclabili va dagli 891 km ogni 100 chilomettri quadrati di Helsinki ai 390 di Stoccolma, fa conquistare a Venezia almeno lo scettro delle piste ciclabili sul suolo italico, dove la densità media è di 0,2 km ogni 100 kmq (nel 2000 era 0,1 km). Un altro successo lo si registra sul versante dei parcheggi scambiatori: rispetto alle 15 città metropolitane, che vedono un aumento dell’11%, e alla media italiana che segna un +16%, Venezia spicca per il lusinghiero +135%.
Che lo sforzo sul fronte della viabilità e dei trasporti sia stato notevole lo conferma l’andamento delle spese dal 1998 al 2007: fra spese correnti e spese in conto capitale, l’aumento è stato del 137,4%, il più alto in Italia dove invece si registra una contrazione di circa il 19%.
A giustificare il maggior esborso c’è anche il +4% di estensione della rete di trasporto pubblico locale su gomma contro una media poco superiore all’1% nelle 15 città metropolitane.
Per motivi legati anche alla sua conformazione, la città ha una densità veicolare molto bassa (55 veicoli circolanti ogni 100 abitanti contro gli 81 delle 15 città metropolitane e la media italiana di 79), mentre il tasso di motorizzazione, dal 2002 al 2008, è sceso del 5%, ben al di sotto della media italiana. Nota stonata il tasso di mortalità: se l’incidentalità è scesa del 23% fra 2005 e 2008, la mortalità registra un +22%, terzo valore assoluto dopo Catania e Palermo.