La vera bicicletta, quella che popola le strade della Bassa, non ha freno e i suoi copertoni devono essere debitamente sbrindellati indi tamponati con trance di vecchie gomme, in modo da creare nel tubo pneumatico quei rigonfiamenti che poi permettono alla ruota di assumere uno spiritoso movimento sussultorio.
-- Giovannino Guareschi
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Inviato da : redazione Martedì, 03 Agosto 2010 - 09:44
Non ce la possiamo fare! E' uno sfinimento! Non ci rimane che giocare a "aguzza la vista". Ricordate? Due vignette pressoche identiche dove notare le differenze.
Queste qui sotto sono due foto di via del Cane a Bologna. La prima datata marzo 2009 la seconda luglio 2010.
Oltre alla bicicletta cosa manca nella seconda?
Via del Cane a Bologna è quasi un chiodo fisso per questo sito.
L'abbiamo raccontata in rima qui Poi abbiamo denunciato che quel percorso ciclabile (indicato da cartello verde) era "violentato" continuamente da moto e scooter con questo post
Il risultato è in quel piccolo grande dettaglio che non faticherete a trovare: quasi il simbolo di una resa agli scooter che in questa città evidentemente contano più delle biciclette.
Inviato da : redazione Martedì, 20 Luglio 2010 - 09:13
38 euro.
Tanto dovrò pagare per aver incautamente percorso un breve tratto di portico in bicicletta lo scorso 13 luglio. Piazza Santo Stefano, ore 17.30, caldo torrido e selciato della piazza che non è il massimo per un ciclista, mi inducono usare il marciapiede per un breve tratto.
I vigili mi bloccano alla fine della piazza, dal lato, per intenderci, che va verso la Porta. A nulla valgono i miei tentativi di trattare, perché la risposta degli agenti, seppure gentili, è ferma: “da dieci giorni abbiamo un preciso ordine di servizio di multare le bici sotto i portici”.
Sussulto sul sellino. “Ordine di servizio, e di chi?”, domando, fintamente ingenua.
“Dall’alto”, è la risposta evasiva che giunge alle mie orecchie di ciclista che in 20 anni su due ruote a Bologna non ha mai sentito parlare di multe.
Ora, per carità, in bici sotto i portici non ci si può andare, quindi io ho sbagliato e pagherò. Ma le cose che proprio non vanno giù sono il prezzo della sanzione (sinceramente eccessivo…) e la risposta che mi è stata data dai gentili agenti.
Tanto che, non contenta, decido di andare a fondo alla questione e il giorni dopo, intercettando altri due vigili, mi informo su questo “ordine dall’alto”. Confermano.
Non solo, ma mi spiegano che una pattuglia è in servizio APPOSTA con questa funzione. Sempre più insospettita, mi metto al lavoro per parlare con il comandante dei vigili urbani, Mario Di Palma; dopo 2 giorni di ricerche, finalmente mi risponde tramite l’ufficio stampa del Comune: nessun ordine di servizio è stato dato, nessuna pattuglia ad hoc, solo la raccomandazione di tenere d’occhio anche i ciclisti.
Ora, io non ho argomenti per ritenere che Di Palma dica il falso. Certo quattro agenti di polizia municipale in circostanze diverse mi hanno detto che un ordine di qualche tipo c’è stato.
E non posso, da cittadina su due ruote, non mettere in relazione questa “stretta” sui ciclisti con le proteste, patrocinate soprattutto dai ciclisti, contro l’apertura anticipata di Sirio.
Certo non posso parlare di una ritorsione meditata e intenzionale, ma sicuramente questo piccolo fatto racconta di quanto ancora ci sia da fare in città per promuovere la mobilità su due ruote non motorizzate. Per quanto riguarda la mobilità in bicicletta l'impressione è che si predichi bene e si razzoli male come già detto su questo sito mesi fa e come si può notare qui sotto da alcuni scatti di Gabriele Annichiarico.
Io da parte mia continuerò ad andare sotto i portici in quelle zone dove il rischio di venire falciati, stando sulla strada, è ancora troppo alto: la vita val bene 38 euro!
A tutti i compagni di sellino raccomando invece grande attenzione, soprattutto in centro.
Aprite gli occhi: uno per i vigili e l'altro per le auto!
sono un po’ stufo di sentir parlare male (solo) delle auto. Da quando vigono i sacrosanti divieti alla libera circolazione delle auto, cioè da quando la volontà dei cittadini espressa con referendum negli anni Ottanta è stata (in parte) fatta propria dall’amministrazione, il centro di Bologna, ma direi l’intera area metropolitana, è diventata la capitale dei motorini, o più precisamente degli scooter, sempre più grandi e potenti, sorta di Suv a due ruote.
A migliaia entrano in centro ogni mattina, e così l’inquinamento cacciato dalla porta rientra dalla finestra, favorito dall’assurda politica di posteggio gratuito per le moto e per l’assenza o quasi di limitazioni e controlli.
Una volta entrati in centro i motociclisti si muovono ovunque e continuamente anche solo per fare pochi metri, salgono sui marciapiedi e percorrono i portici a motore acceso del tutto incuranti di chi cammina.
Persino dentro i giardini Margherita ci sono i posteggi per queste macchine, per cui neanche al parco ci si sente del tutto sicuri dal loro strapotere e bisogna stare attenti a non farsi “arrotare” i figli dai figli appena un po’ più grandi degli altri bolognesi.
Inviato da : redazione Lunedì, 28 Giugno 2010 - 08:45
Lo vediamo da alcuni giorni circolare a Bologna: è il BI-BO una bicicletta a pedalata assistita che si ricarica con un pannello solare . E' gratis e trasporta cittadini in centro. Anche dal suo futuro si misurerà la qualità della mobilità a Bologna. E potrebbe essere il simbolo degli eventi previsti per la settimana della mobilità sostenibile prevista dal 16 al 22 settembre. Uno dei temi chiave degli eventi assieme alla salute, sarà la mobilità con mezzi elettrici...
Il sito èwww.bi-bo.it. Su facebook sono qui e il numero di telefono per chiedere il servizio o offrirsi come volontari è 393 0202456
Il mercato dell´auto è saturo: sono troppe, al punto da essere d´intralcio più da ferme che in movimento. Del resto, in città sono pressoché ferme anche quelle che si illudono di muoversi… È provato che nel traffico ci si sposta più velocemente in bici che in auto, eppure, mentre nelle altre città europee viene incentivato l´uso dei pedali con piste ciclabili e campagne di sensibilizzazione, a Bologna accade l´esatto contrario.
Bologna controcorrente, anzi, contromano, come un´anziana signora svampita che non si rende conto di aver imboccato la corsia sbagliata, una signora ancora bella ma completamente rintronata. Ormai fa più danni la pigrizia della guerra.
Inviato da : redazione Mercoledì, 23 Giugno 2010 - 18:00
Venerdì 25 giugno a Bologna una giornata dedicata alla bicicletta con un grande evento musicale. Il tutto sotto la regia attenta dell’Associazione L’Altra Babele che rilancia la campagna di comunicazione sociale “sCATENAti!” contro il mercato delle bici rubate in Zona Universitaria. Alle 18.00 si svolgerà la XXV edizione dell’Asta di Biciclette, e a seguire, alle 19.00 ai giardini di via Filippo Re, tre ore di musica con il IV Festival della Musica Indipendente targato sCATENAti!
Protagonisti della serata lo storico gruppo fiorentino di Federico Fiumani, i Diaframma e a chiudere i sette elementi del gruppo molisanoIl Circolo Vizioso della Farfalla, che con fiati e percussioni approfondisce le sonorità del jazz al ritmo travolgente dello ska.
Durante la serata i ragazzi dell’Associazione L’Altra Babele promuoveranno la campagna “sCATENAti!”, per spezzare il circolo vizioso della compravendita di biciclette rubate: l’invito è di acquistare solo bici legali, reperibili a poco prezzo grazie alla periodica asta, che come già detto andrà in scena alle 18.00.
Qui come di consueto, sarà possibile a studenti e residenti di acquistare una delle 80 biciclette donate da privati cittadini e recuperate dai meccanici dell’Altra Babele grazie al servizio “3R” di ritiro-riparazione-rivendita. Cartelli con slogan spiritosi, travestimenti e oggetti fantasiosi sono il modo migliore per farsi notare e assicurarsi l’assegnazione di una bella bicicletta.
Inviato da : vittorio_marletto Mercoledì, 16 Giugno 2010 - 15:58
Scherzo, non voglio parlare della bella strada parigina ma della comunque bella strada bolognese che porta lo stesso nome, in ricordo della storica battaglia ottocentesca. Da anni questa via, che collega due importanti zone del centro storico - porta Castiglione e porta Saragozza, passando per via D'Azeglio - è percorribile in bicicletta solo sfidando il codice, cioè contromano o sotto i portici. Questo a causa di un cantiere per l'escavazione dell'ennesimo posteggio sotterraneo, che per anni ha reso la vita difficile agli abitanti della zona e che aveva indotto il Comune a mettere il senso unico da ovest verso est.
Ora, ci giunge notizia dal Comune, che finalmente il cantiere chiude e che via Solferino tornerà percorribile come un tempo. Nel darci la notizia il Comune suggerisce i percorsi ciclabili migliori e qui ci sorprende un po', perché trascura di menzionare il tratto di ciclabile protetta da una ringhiera di ferro realizzato in via Solferino ai tempi del sindaco Guazzaloca, sul retro del tribunale, nel tratto in cui via Solferino resta comunque percorribile solo contromano. Sarà perché in carenza di rastrelliere la ringhiera della ciclabile è diventata un posteggio per le bici, oppure perché l'ingresso nella pista è un po' avventuroso come si vede dalla foto sopra?
Mah... il seguito alla prossima puntata.
Inviato da : redazione Martedì, 15 Giugno 2010 - 08:00
Ricordate la lettera del prof. Lewanski di qualche settimana fa?
Il suo sfogo toccava il raccordo ciclabile progettato per congiungere la pista di via Dante con la Lunetta Gamberini.
In risposta alle obiezioni sollevate, interviene con alcune precisazioni l'ing. Cleto Carlini, direttore del Settore Mobilità del Comune di Bologna, con una lettera che volentieri pubblichiamo.
Gentile Prof. Lewanski,
La ringrazio per la segnalazione che ci manda: ogni segnalazione ci è utile e può essere di stimolo per fare meglio. Venendo al merito delle questioni da Lei poste, posso segnalarLe in primo luogo che i lavori di realizzazione della pista ciclabile non sono ancora terminati. Le chiedo pertanto la pazienza di giudicare il lavoro ad opera ultimata.
In ogni caso Le preciso che la pista ciclabile realizzata sullo spartitraffico centrale di Via Oriani ha le dimensioni previste in sede di progetto (1,10 m per ogni senso di marcia) ed è un compromesso, credo non deteriore, tra varie esigenze (budget, funzionalità, sicurezza), ognuna delle quali è stata tenuta in debito conto. La pista è interferita dalle radici dei pini domestici preesistenti, che presentano evidenti problemi di affioramento. A tale situazione si cerca costantemente di ovviare con interventi mirati e parziali che sono in corso, tra l'altro gli unici compatibili con lo stato fito-vegetativo delle piante, che sono anziane e piuttosto delicate.
Le preciso infine che il progetto prevede anche la connessione ciclabile tra Viale Oriani angolo Via L. Alberti e la pista ciclabile di Via Dante, nei pressi della fontana, mediante una infrastrutturazione leggera (consistente in un attrezzamento con segnaletica orizzontale e verticale) del marciapiede lato sud di Piazza Trento – Trieste.
Cordiali saluti
Il Direttore del Settore Mobilità
Ing. Cleto Carlini