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Citazione del giorno
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La vita è come una bicicletta con dieci velocità. La maggior parte di noi ha marce che non userà mai.
-- Charles M. Schulz
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Questa è la Categoria: iliketrain Di seguito trovate gli articoli pubblicati per questa Categoria.
iliketrain
Mentre Trenitaliacontinua a ignorare il trasporto delle biciclette sui treni a lunga percorrenza per un evidente ritardo culturale ecco arrivare da oltralpe una serie di proposte di sicuro interesse per i cicloturisti sia italiani che tedeschi o austriaci.
Trasportare la propria bicicletta al seguito su treni Eurocity, senza doverla smontare e metterla in una sacca, è ora possibile. Basta viaggiare con i nuovi treni Eurocity che la compagnia tedesca Deutsche Bahn e quella austriaca Obb hanno lanciato in partnership sulla rete italiana dallo scorso 13 dicembre.
Adesso infatti è possibile raggiungere Monaco di Baviera da Roma, Bologna, Venezia, Bolzano, Verona e Milano
Ecco i treni per Monaco che consentono il trasporto bici senza sacca:
Roma 19:30 con arrivo alle 06:30
Bologna 23:05 - 06:30
Venezia 23:04 - 06:30
Bolzano 08:43 - 12:25 oppure 10:43 - 14:25 oppure 16:43 - 20:25
Verona 07:05 - 12:25 oppure 09:05 - 14:25 oppure 15:05 - 20:25
Milano P.G. 06:40 - 14:25
“L'entrata in circolazione di questi nuovi treni, ha detto il Presidente di Fiab. Antonio dalla Venezia, le cui informazioni sono reperibili solo sul sito delle ferrovie tedesche www.bahn.com/it, rappresenta un'importante alternativa sia a favore dei ciclisti italiani che ai cicloturisti austriaci e tedeschi che finalmente avranno qualche opportunità in più per venire anche in Italia a pedalare"
Un sito quello delle ferrovie tedesche che andrebbe comunque usato al posto di quello italiano perché a differenza di quest'ultimo consente di interrogare il sistema inserendo anche l'opzione “Trasporto Bicicletta” (dopo aver cliccato nel form di ricerca sul tasto “altre opzioni”).
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 Se solitamente ti muovi con la bici al seguito e lo fai utilizzando anche il treno; se consideri la "combinata" treno + bici come l'opzione più sostenibile per spostarsi; se sei tra quelli, orgogliosi e diciamolo, anche un po' fanatici della propria " dieta ecologica"; beh allora se ti capita di leggere prima su Sassuolo 2000 e poi su Il resto del Carlino che FER (Ferrovie Emilia-Romagna) ha deciso di consentire l'accesso al treno con la bici al seguito solo "su prenotazione" beh, la cosa ti spiace. E non
 poco. E ti spiace ancora di più se rilevi che questa scelta è stata presa chissà da chi e senza comunicarlo in modo chiaro e motivato; e ti spiace ancora di più perché FER che gestisce una rete di proprietà regionale di circa 350 km di strada ferrata è una società a totale capitale pubblico. Allora ti chiedi: perché questa decisione che di fatto azzoppa, inibisce complica, l'intermodalità treno + bici? Tu che sei una persona ragionevole, capisci che per lo spostamento di grosse comitive la prenotazione sia indispensabile, ma pensare a una prenotazione per un pendolare significa mortificarlo oltremodo.
 Allora ti chiedi: ma perché parlare di bicicletta nella carta dei servizi? Perché fregiarsi della presenza di 4 posti bici nei nuovi treni ATR 220? Non sappiamo quante bici salgono a bordo dei treni di Fer, ma possiamo dedurre due cose: o sono tante e quindi già non gestibili dai treni in transito attualmente o si teme che lo diventino e si fa opera di dissuasione preventiva complicando il servizio e aspettando che la profezia "nessuno richiede il servizio" si autoavveri. Pur consci delle difficoltà e delle priorità che ci possono essere nel gestire gli spostamenti in treno, rimane da parte nostra la convinzione che l'intermodalità treno + bici limitata ai parcheggi bici nelle stazioni (protetti e al coperto magari) o ai servizi di bike sharing (dove ci sono) seppure encomiabile, risulterebbe monca. Serve, sia per i pendolari che per il cicloturismo, che il servizio di trasporto della bici al seguito sia salvaguardato. E le stazioni, a cominciare da Bologna, adeguate all'uopo.
PS Provate a chiedere una prenotazione allo 840.151.152 su una di queste linee . Noi l'abbiamo fatto chiedendo sulla Bologna -Vignola, una prenotazione da pendolare 5 giorni su sette a partire da gennaio. Abbiamo fornito recapiti e telefonato almeno 5 volte. La risposta alla fine è arrivata: "Non si può prenotare in via continuativa. Le consigliamo una pieghevole! " Come questa? Ma poi non mi complicate la vita lo stesso vero?
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 Dal 1° Novembre bici gratis sui treni regionali marchigiani. Dopo la Puglia e la Campania, ora anche le Marche hanno intrapreso questa nuova strada che inverte la rotta verso il trasporto combinato bici e treno, incentiva e non penalizza il viaggiatore con bici al seguito e rappresenta un nuovo buon esempio per le altre realtà italiane che ora hanno la strada spianata per poter replicare l'accordo con Trenitalia.
Si tratta per la Marche di un bel passo avanti reso possibile dopo l'approvazione, lo scorso 5 ottobre, da parte della Giunta Regionale, dello schema di convenzione con Trenitalia che consente il trasporto gratuito sui treni regionali delle bici al seguito. Tale convenzione che sarà tacitamente rinnovata per gli anni 2010, 2011, 2013 e 2014 costituisce un significativo passo verso un modello di mobilità che veda sempre più integrato l'uso del mezzo pubblico e quello di mezzi alternativi alle auto.
Inoltre offre anche la possibilità di un diverso e più rispettoso approccio al territorio regionale ed alle sue ricchezze attraverso l'incentivazione e la promozione delle attività cicloturistiche.
"La Fiab - dichiara il suo coordinatore interregionale per la Marche e l'Abruzzo Massimo Cerioni - che ha collaborato alla stesura del protocollo proponendo alle Istituzioni marchigiane l'iniziativa, esprime viva soddisfazione per il risultato raggiunto e ringrazia la Giunta regionale e la dirigenza regionale di Trenitalia per la sensibilità dimostrata".
"Auspica - prosegue Cerioni - che gli interventi strutturali nelle stazioni, già indicati nella mozione e raccolti nella convenzione (percorsi guidati, scivoli, spazi attrezzati per la sosta delle biciclette) necessari ad una più piena e diffusa integrazione tra treno e bicicletta, trovino spazio nei piani di sviluppo di RFI, la società del Gruppo Ferrovie dello Stato che gestisce le infrastrutture".
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" Portare la bicicletta in treno comporta una combinazione di fortuna, pazienza e una conoscenza enciclopedica del trasporto ferroviario. Perché è così difficile portarsi la bici in treno quando l'alternativa sarebbe di caricarla in auto fino a destinazione?"
Non è il lamento di un italiano, è quanto scrive sul quotidiano inglese Guardian di ieri Chris Peck, policy coordinator della CTC, l'equivalente inglese della Fiab. L'articolo mette in luce come le cose siano ulteriormente complicate per i ciclisti perché in Gran Bretagna il traffico ferroviario è gestito da compagnie private, che si regolano una diversamente dall'altra per il trasporto biciclette, lamenta l'aumento dei furti fuori dalle stazioni e si conclude con la solita invocazione: favorire il trasporto delle bici favorisce l'uso del treno invece dell'auto, e allora perché trattare i ciclisti in questo modo?
Insomma non siamo soli a lamentarci...
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Potrebbe sembrare un nuovo modo per risolvere il cronico disservizio delle patrie ferrovie. E invece è un altro passaggio dell'artista russo W.r. Melnikov.
Ma che ci offre lo spunto per pubblicare la disavventura di Mirko che ci scrive così:
Martedì 13/10/09 dovevo prendere il treno n° 11524 delle ore 8.30 con trasporto bici diretto a Modena per andare a trovare un amica, ma quando è arrivato ho visto che mancava la carozza bici.
Sono andato a parlare con il capotreno e la risposta è stata "non c'è il vagone bici puoi caricarla comunque". Così sono salito ma la mia bici non ci stava: occupava mezza porta e poi c'erano i pendolari a guardarti in cagnesco, che dovevano salire e scendere e di conseguenza mi è toccato scendere e rimanere a casa.
A quel punto mi hanno annullato i biglietti e sono partito sabato17/10 con il treno delle 10.30 che questa volta aveva vagone bici.
Comodo no?
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Ecco cosa può succedere in un tranquillo week end di Ottobre andando in treno da Chioggia a Bologna la domenica sera.
Prima scena: treno da Chioggia a Venezia. Secondo le indicazioni ufficiali con vagone per le bici. Invece quando arriva, la tragica realtà: è un unico vagone-automotrice e dello spazio per le due ruote manco l'ombra. Dopo aver fatto presente la situazione al controllore siamo saliti lo stesso adattandoci alla meno peggio visto che l'alternativa era rimanere a terra o ritornare a Venezia. Ma di nuovo in bici. Del resto eravamo anche senza biglietto visto che alla stazione di Chioggia mancava qualsiasi tipo di biglietteria.
Seconda scena: Treno da Venezia a Bologna. Di nuovo "treno con vagone bici", che in effetti c'è. Ma non basta perché lungo la tratta cominciano a salirne tante. Complice il bel tempo ed il Festival di Internazionale a Ferrara. Anche qui i controllori non hanno potuto fare altro che allargare le braccia ed i malcapitati ciclisti solidarizzare con il resto dei viaggiatori.
Morale (da notificare ai vertici di Trenitalia): avremo l'alta velocità e la frecciarossa ma il resto delle linee e dei treni e del servizio è allo sfascio;
tanto, come ci diceva un controllore a 3 mesi dalla pensione, i pendolari non possono scegliere e se hanno bisogno prendono qualsiasi treno, di una o più carrozze, vecchi o nuovi, puliti o sporchi, con biglietteria o senza.
E in mezzo a questa situazione la scelta preferenziale verso una mobilità più sostenibile dov'è?
Marco Trotta e Gabriele Bollini
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 In questi giorni di Bologna deserta e caldo (a tratti) sostenibile c'è un pezzo di strada tra Bologna e San Giovanni che è davvero piacevole fare.
E' la " Via di Mezzo" che si imbocca più o meno dall'uscita della tangenziale per prendere la persicetana e corre parallela a quest'ultima arrivando in paese dalle budrie.
Una ventina di chilometri davvero piacevoli su una strada quasi per nulla trafficata ed in mezzo al verde. In genere la percorro con la mia compagna per tornare indietro con il treno. Nulla da segnalare, in generale. Bigliettai e controllori cortesi.
Ma ogni tanto capita qualche inconveniente come quello di questa mattina. Treno delle Ferrovie Regionali da Poggio Rusco per Bologna in arrivo alle 7.44. Al binario 2 parliamo con il macchinista: " Chiedi in coda".
In coda chiediamo al controllore che allarga le spalle. Risultato: due bici in corridoio e per fortuna la stagione estiva ha evitato che un treno in orario da pendolari fosse decisamente più affollato.
Ma perché noi ciclisti dobbiamo essere sempre penalizzati?
E quando potremmo avere anche noi, in Emilia Romagna, la fortuna dei ciclisti pugliesi che nella loro regione hanno il trasporto bici gratis sui treni regionali?
MT
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Alessandro Belli lo ricordate sicuramente. E' il designer che ha progettato il prototipo di bici minima (una pieghevole sotto i 5 kg). E' con piacere che ospitiamo perciò il suo intervento a proposito della questione sollevata da Paolo relativa al trasporto delle pieghevoli sui treni.
E' un punto di vista interessante quasi "antropologico".
La faccenda purtroppo rivela un problema reale della vita associata, che è quello della Legge, della LEX. La Legge è un aggregato linguistico che descrive fatti del mondo. I fatti del mondo e le parole che li rappresentano non si sovrappongono biunivocamente. C'è poco da fare, se il regolamento dice "bicicletta", il controllore esige il biglietto.
Il controllore non è un giudice e la legge la deve applicare alla lettera. Il controllore è "stupido", tecnicamente parlando, non può e non deve avere "intelligenza a bordo".
E' il giudice che deve interpretare, per applicare le parole al mondo con "buon senso" (con buona pace di tutti coloro, che non hanno studiato Gödel e Tarski e quindi credono che il linguaggio si sovrapponga al mondo), altrimenti basterebbero i controllori.
Il problema quindi sta tutto in Trenitalia, che dovrebbe aggiornare il regolamento e discernere tra "bicicletta" intera, rigida, e "bicicletta piegata", magari dando anche delle misure verificabili del volume occupato Altrimenti se dice "bicicletta pieghevole" e basta io posso salire in treno con una Brompton o una DaHon aperta e pretendere di starci. O forse basterebbe applicare le norme "di default" che ci saranno sicuramente sui volumi dei colli trasportabili.
Segnalo invece un simile problema addirittura sulle valige. Ci sono questi nuovi treni veloci "Freccia Argento" che sono molto piccoli dentro, tipo il vecchio Pendolino, e per più di metà dei posti NON c'è nessun posto per i bagagli. Il vano sopra il sedile è meno di venti cm!!. Sono dovuto stare in piedi tra Bologna e Firenze perché viaggiavo con la mia bambina e un piccolo trolley che abbiamo dovuto mettere sul mio posto a sedere. Sapete che mi ha detto il controllore? " Caro Signore, ma noi trasportiamo persone, mica i loro bagagli, lo spedisca. "
In questo caso invece era un controllore "cretino", non "stupido"....
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 Dopo la Regione Emilia-Romagna che il 12 giugno scorso ha firmato con Fiab, WWF, Uisp e Legambiente, un protocollo d'intesa dedicato alla mobilità ciclistica, ecco arrivare analogo impegno da parte della regione Toscana, che si è impegnata con Fiab a realizzare un progetto pilota di ' ciclostazioni' in alcune stazioni ferroviarie toscane strategiche per quanto riguarda i flussi dei pendolari. [ Qui la notizia]
Tutto bello e importante.
Questo non deve però farci dimenticare che il problema vero con Trenitalia è dato dal fatto che questa Azienda mal tollera il trasporto della bicicletta sul treno (sia pieghevole che normale) .
La sua proposta, purtroppo, con l'accondiscendenza degli amministratori, (se escludiamo l' eccellente posizione della Puglia, dove le bici sui treni viaggiano gratis) si limita a un'idea di intermodalità parziale e basata nella migliore delle ipotesi e unicamente, su parcheggi in prossimità delle stazioni (più o meno custoditi) e bike sharing (più o meno funzionali) .
Ma l'intermodalità non è solo questa, ma anche quella che prevede il trasporto della propria bicicletta al seguito.
Su questo bisognerebbe SVEGLIARSI e puntare i piedi un po' tutti: amministratori, associazioni e media.
Senza un pressing serio in questo senso Trenitalia continuerà a vessare chi ogni giorno, vuole portarsi al seguito la propria bici, mortificherà il cicloturismo e realizzerà Stazioni come quella di Milano, tutt'altro che amiche della bicicletta.
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