|
On-line
|
 |
|
Menu principale
|
 |
|
Cerca nel sito
|
 |
|
Citazione del giorno
|
La vita è come una bicicletta con dieci velocità. La maggior parte di noi ha marce che non userà mai.
-- Charles M. Schulz
 |
|
|
Questa è la Categoria: Poesia Di seguito trovate gli articoli pubblicati per questa Categoria.
Poesia
|
|
Immolare
le intemperanze di un tempo
alla carezza del vento in ogni momento…
nella canicola estiva
sotto la pioggia cattiva
Squarciare nuovi orizzonti
dove si occultano
infuocati tramonti
Spingere forte
sul tuo pedale
ed evadere dalla noia mortale
di una vita
pretesa
normale
Far da gregario al tempo
nel suo centellinare
Inesorabile e lento
Ravvivare i sogni
dei bambini di ieri
nella consapevolezza
della forza dei propri pensieri
Andare in bicicletta
Senza più nessuna fretta
Andrea Bisighin
|
Leggi tutto... | Scrivi un commento | Invia ad un amico | |
|
Giorni di Copenaghen.
Due quartine estemporanee da www.boraccedipoesia.it
Due modi di vedere in versi quello che è, potrebbe essere, sarà.
Augurandoci che vada tutto bene.
:::
Più di prima per il clima io sarò:
pedalare, buona alternativa;
senza tante esitazioni rococò
con le gambe frullo a rotativa
:::
Col pedalò inizia l'allenamento
al nuovo diluvio universale
con anche un corso di salvamento
mentre l'acqua inesorabile sale
|
Leggi tutto... | Scrivi un commento | Invia ad un amico | |
|
 La cosa misteriosa da conquistare e che mi avrebbe dischiuso le porte della libertà aveva un nome difficile: lequilibrio. L’Atala blu notte ce l’aveva sparso tra il metallo, la catena e la gomma delle ruote, ma per evocarlo e catturarlo ci voleva un rituale di iniziazione. Dopo l’acquisto dal rivenditore de Grassi, a Fiumicello, bisognava che qualcuno me lo tirasse fuori. “Senza lequilibrio non si va” mi dicevano tutti, e io ardevo dal desiderio di conquistarlo, di diventare io stesso lequilibrio e velocità. Danilo faceva il garzone di bottega da mio zio Diego, che aveva una drogheria e ferramenta in paese ed era un maestro di lequilibrio, tanto che andava in bici senza mani. Davanti alla bottega c’era un piazzale ombreggiato da tigli che era il cortile della bella scuola elementare, dove un giorno avrei dovuto andare anch’io. Lì, sul piazzale della scuola, Danilo mi trasmise lequilibrio che, dopo numerose prove, mi arrivò addosso in un attimo, come un’improvvisa pentecoste ciclistica, uno spirito santo della libertà di movimento che, trasmettendosi dal telaio a tutta la mia persona, mi fece fare un volo di molte decine di metri.
[ Continua a leggere il seguito del racconto su Andamento lento il Blog di Ediciclo: rientra in una serie di scritti che hanno per tema " La mia prima bicicletta"]
|
Leggi tutto... | 1 Commento | Invia ad un amico | |
|
Nelle mie poesie riferimenti alla bici entrano ormai naturali.
Sono appena tornata da un giro cicloturistico sul Delta del Po, Ferrara e Comacchio ( 270 km in 3 giorni). Sorprendente trovarsi in un mondo dove i ciclisti sono trattati come esseri civili.
Da la vida ho rlevado muntobè
e a mozzichi ‘l core m’ha sfinido,
ma ‘l dolore cià de bono che
te fa capì quel che nun hai capido.
‘na carezza al grà mentre pedali,
‘n goccio d’acqua pe’ lavà via ‘l sudore,
fa’ finta de volà pure senz’ali,
sentì ch’el vento è l’unigo rumore.
E riposasse sott’a ‘n vecchio faggio,
rubbà ‘n corbezzolo che sa de mare,
perdese ‘n mezzo ai fiori a maggio,
tra i sassi bianghi mettese a cercà,
rcoje quello che più brillante ‘pare,
quess’è la cura pe’ la felicidà.
La traduzione la trovi qui
|
Leggi tutto... | Scrivi un commento | Invia ad un amico | |
|
C'è una bicicletta parcheggiata
qua fuori
ben agganciata al reale.
Il reale? Un palo in ferro
e catenaccio di tutela da furti
il reale si è mosso la bicicletta è caduta
toccherà muovere ancora il reale
per rimetterla in piedi.
di Rosa Candreva
tratto da Pensieri dispersi - Tiziano Cornegliani Editore
|
Leggi tutto... | Scrivi un commento | Invia ad un amico | |
|
Dopo Ariostesca Emilio Rigatti ci delizia con Dantesca. E lo ringraziamo tanto.
Lo Duca mio, poiché tosto s'accorse
Ch'io avea girato il capo verso un ferro,
chè brama di saper l'alma mi morse,
Soggiunse allora: "Se io bene afferro,
Ti chiedi quell'obbietto cosa sia?
E io ciò che t'è chiuso ora disserro
Così saprai di quella geometria."
"Né pria io vidi mai cosa sì strana -
Dissi - né può capir la mente mia
Chi tanto patì febbre di quartana
Da costruire poscia un monstro tale
Che nunqua vidi a Roma od in Toscana."
"Devi capir, se il senno ti dà l'ale,
Che tal portento corre qual destriero
Ma di biade e d'erbe nulla gli cale.
E sappi ancor che io dichiaro il vero
Se dico a te, Alighier, ch'esso fu tratto
Da un mineral che brucia ed è anche nero"
Nell'ascoltar da lui pensier siffatto
Annebbiare sentii lo mio intelletto
Come a chi inganno al ragionar vien fatto.
"Opra è dunque dell'Angel maledetto?"
Dissi tremante a quell'alma augusta
Che mai lo chieder mio avea negletto.
Come la luce per finestra angusta
Strada non trova a rischiarar la stanza
Buia sentii la mia ragion e frusta.
Verso di me lesto lo Duca avanza
Per far brillare come un nuovo conio
Il senno mio in tanta complicanza.
"Ciò che tu credi arte del demonio
fecela inver divina volontade:
È una Colnago, in fibra di carbonio,
Pronta a volar per tutte le contrade:
Shimano è il cambio e Crank Bros i pedali,
Ed ha uno sponsor della Gatorade."
Io l'inforcai e quasi avendo l'ali,
mirando il cielo con lo sguardo fiso,
Vidi un fulgor di candide vestali.
Del mantovan poeta scorsi il riso
In lontananza, poi volsi l'alma a Dio
Veloce pedalando al Paradiso.
|
Leggi tutto... | Scrivi un commento | Invia ad un amico | |
|
|
Da tempo immane giace nel castello
Una birota inver miracolosa
Che se la monti vola come uccello
E a trattenerla al mondo non v’è cosa.
Vede Astolfo che proprio è un bel modello
Oliata bene e tutta luccicosa:
così decide e senza tempo in mezzo
toglie dal chiodo e prende il bell’attrezzo.
Rapido Astolfo monta in la birota
S’aggancia i clips e mette in canna Orlando
E verso l’astro che notturno rota
Il Ciclogrifo sprona, sol bramando
Che il senno, di cui la testa è vota
Del paladin, possa riempir volando
Fino all’ampolla in cielo custodita:
E volano i due sulla birota avita.
Nel mezzo di un gran mar d’argento vivo
Sfavilla su di un sasso quell’ampolla
Piena di ciò di cui Orlando è privo.
La prese tosto Astolfo e poi svuotolla
Sul capo dell’eroe in tenue rivo
Finché la testa vuota fu satolla.
Subito Orlando, da follia redento,
Si mise a discettar d’ogni argomento.
|
Leggi tutto... | Scrivi un commento | Invia ad un amico | |
|
|
|
|
Numero di pagine: 3 Vai alla pagina 1 2 3 |
|