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Il valore aggiunto della bici è la sua velocità, o meglio la sua lentezza. Muoversi lentamente, in un'epoca frenetica come la nostra, è una scelta di vita, mentre fino a qualche decennio fa costituiva una forzata necessità.

-- Alberto Fiorin
 

Questa è la Categoria: Ilikelife
Di seguito trovate gli articoli pubblicati per questa Categoria.


Ilikelife

Ilikelife : Buone vacanze da Margherita Hack
Inviato da : redazione  Lunedì, 09 Agosto 2010 - 09:11
Per porre un freno ai troppi morti sulla strada serve innanzitutto rottamare il termine "incidente" e l'idea che morire così sia colpa del caso.
La fatalità non c'entra,  perché le troppo tragedie che accadono in strada, sono perlopiù il frutto amaro dell’irresponsabilità di chi guida. E' quello che da anni continua a ripetere la campagna Vacanze coi fiocchi  distribuendo un libretto con messaggi e consigli proferiti da personaggi reali e immaginari scesi in campo anche quest'anno per la sicurezza sulle strade delle vacanze.
Tra i tanti contributi  della campagna, ci piace segnalare qui sotto quello di Margherita Hack che, per chi non lo sapesse, è anche un'appassionata di bicicletta. Leggete questo suo racconto sul blog di Ediciclo.



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Ilikelife : Colpa dei ciclisti
Inviato da : redazione  Sabato, 24 Luglio 2010 - 00:17



Su la Repubblica Bologna di oggi leggiamo solo a tarda notte questa lettera di Davide Sacquegna che ribadisce quanto andiamo dicendo su questo sito da anni. L'ultima volta qui ....
Poi ci spostiamo su sito di Radio Citta' del capo per apprendere che un altro ciclista oggi è morto a Bologna. Aveva 70 anni e magari qualcuno ci dirà che aveva una guida distratta.
Morire in strada da utente indifeso è intollerabile.
Ecco perchè dobbiamo ringraziare Davide che ancora riesce a indignarsi.
Ma possibile che in questa città non si insorga contro questa mattanza? E ci si muova sdegnati contro i graffiti!  Imbarazzante!

Siamo davvero tutti così persi dentro i propri affari e affanni? Oppure c'è qualcuno che vuole accodarsi a noi. Magari solo per cominciare a contarci?
C'è un po' di tempo per farlo da qui alla Settimana della mobilità sostenibile che si terrà tra il 16 e 22 settembre e che avrà come tema la salute.
Bene vogliamo ripartire dai fondamentali? Partiamo dalla VITA
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Ilikelife : Non rimanete indifferenti!
Inviato da : redazione  Lunedì, 21 Giugno 2010 - 12:00
Riceviamo dall'Associazione L'Altra Babele questo comunicato stampa. Lo riproponimo per intero per ribadire la gravità della notizia sugli incidenti stradali a Bologna di qualche giorno fa.

“Ciclisti morti, la città non rimanga indifferente”


Intervenendo a proposito delle statistiche sugli incidenti a Bologna nel 2009, l’Associazione “L’Altra Babele”, impegnata sin dal 2005 con le aste di biciclette e la campagna di sensibilizzazione del progetto “sCATENAti!”, dichiara quanto segue. L’indagine compiuta dal Comune sugli incidenti stradali nel 2009 è un vero e proprio grido d’allarme per chi gira in bicicletta a Bologna: rispetto al 2008, infatti, calano sia gli incidenti in cui sono coinvolti ciclisti (da 215 a 190), sia i feriti (da 200 a 165), ma crescono i morti (con un balzo da 2 a 7).
La città non può rimanere indifferente: numeri del genere chiamano tutti ad assumersi le proprie responsabilità. Chi si muove sulle due ruote è chiamato a rispettare le regole della circolazione, prima di tutto per la sua stessa sicurezza. Sarebbe però fin troppo banale scaricare tutta la colpa sui ciclisti, gli utenti più deboli della strada insieme ai pedoni, che non a caso sono le prime due categorie nella lista dei decessi.
Il vero punto è un altro: la diffusione di una sensibilità culturale, che ancora manca a Bologna sia nella comunità che nelle istituzioni, attenta a rispettare chi va in bici e interessata a promuoverne davvero l’uso. E’ necessario che i conducenti di auto e moto, primi responsabili di smog e rumore, adottino comportamenti più rispettosi: è ora di dire basta a velocità inaudite in piena città, alla violazione sistematica del limite dei 30 km/h dentro le mura, alla sosta selvaggia, all’occupazione di attraversamenti e percorsi pedonali e ciclabili. Ma perché questo accada, è indispensabile che l’Amministrazione assuma come priorità la sicurezza e la mobilità dei ciclisti, con scelte e messaggi alla città finalmente coraggiosi.
Ci vogliono più aree pedonali in centro storico e più piste ciclabili protette e separate dal traffico fuori dalle mura: insomma, più spazi per quanti ogni giorno scelgono, a beneficio dell’intera collettività, di muoversi a proprio rischio e pericolo con un mezzo a minimo impatto sull’ambiente e la salute di tutti.
Simona Larghetti Associazione “L’Altra Babele
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Ilikelife : 7 ciclisti morti nel 2009 a Bologna
Inviato da : redazione  Venerdì, 18 Giugno 2010 - 11:38
Il comune di Bologna ha diffuso i dati degli incidenti stradali in città nel corso dello scorso anno. Riportiamo qui sotto l'articolo uscito in prima pagina su la Repubblica-Bologna di oggi a firma di Beppe Persichella.
Il rapporto completo degli incidenti stradali del 2009 lo si trova sul sito del Comune.
Si tratta di dati che mostrano in modo inequivocabile il prezzo pagato da pedoni e ciclisti. E' un dato che pesa come un macigno: a fronte di 24 morti complessivi ci sono 9 pedoni, 7 ciclisti, 6 motociclisti. Rimangono due automobilisti. Il vero punto è questo.

A fronte di una tendenza,  che da tempo vede l'utenza debole pagare un tributo altissimo sulle nostre strade, il rapporto anzichè auspicare provvedimenti di salvaguardia (pedonalizzazioni, rispetto dei limiti di velocità, incremento delle ciclabili...) tende a disegnare un'immagine del ciclista assimilandola a una sorta di pirata della strada, allergico alle regole del codice e allegro e disinvolto nella guida.
Si legge infatti sul rapporto: "Dall'analisi delle circostanze, solo per 69 dei 190 velocipedi coinvolti in incidenti si deduce un comportamento completamente corretto del ciclista. (chissa' se tra questi 69 ci sono dei morti ndr) . Negli altri casi invece ne viene evidenziata una scorrettezza: ad esempio sono 17 i casi di andatura contromano o senza rispettare i divieti di transito o di accesso, 5 i casi di mancate precedenze, ma la circostanza più comune è la guida distratta o l'andamento indeciso che viene attribuita a ben 74 ciclisti."


Guida distratta e andamento indeciso sono parametri che andrebbero chiariti. Chi lo ha stabilito e come? Come si misura l'indice di distrazione? E poi ci chiediamo se è  lecito essere indecisi, muovendosi in bici, quando ci si trova a dover scegliere tra imbarazzanti alternative: le ruote di un bus a sinistra o una portiera che si apre a destra.

Il probema vero è che questo territorio è pericoloso soprattutto per pedoni e ciclisti.
E scaricare le responsabilita' sul fato o sull'"andamento indeciso" è operazione deresponsabilizzante.
Il dato lampante è che questo territorio, per ciclisti e pedoni è insicuro e tocca alle istituzioni metterlo in sicurezza... al Sindaco e All'assessore al traffico quando ci sono, altrimenti al Commissario.
Del resto non si capisce perchè la sicurezza nelle fabbriche debba essere garantita e sanzionata per legge e quella dei territori no. Lo diciamo da tempo: una rotatoria senza attraversamento ciclabile è più rischiosa di una sega a nastro! Voi che ne dite?

Ecco il pezzo di Repubblica.

Calano gli incidenti stradali in città ma aumentano quelli mortali. E a farne le spese sono soprattutto i ciclisti e i pedoni. Nel 2009 ci sono stati 2.281 incidenti, il 9,1% in meno rispetto all’anno precedente, secondo i dati diffusi dal settore Statistica del Comune di Bologna. E se a fronte di queste cifre è corrisposto un calo di feriti (- 8,5%), non si può dire altrettanto riguardo ai decessi. Nel 2009 sono stati infatti 24 i bolognesi che hanno perso la vita sulla strada, quattro in più rispetto all’anno precedente. È pur sempre un dato in calo rispetto al 2007 (dove morirono 28 persone), ma nel 2009 stupisce l’alto numero di decessi tra chi si muove sulle due ruote. Sette ciclisti sono morti infatti sulle strade bolognesi e 165 sono rimasti feriti, un dato nettamente maggiore rispetto ai 2 decessi registrati nel 2008 e nel 2007. Dalle analisi delle circostanze, solo per 69 delle 190 bici coinvolte il comportamento del ciclista è stato corretto. Negli altri casi la colpa è stata la sua. Diverse le ragioni: per mancato rispetto dei divieti di transito, perché andava contromano, spesso per distrazione (un ciclista su tre). Sono molte le vittime anche tra i pedoni. Nove cittadini hanno perso la vita nel 2009 (sette di loro erano persone con più di 70 anni), due in più rispetto all’anno precedente. In tutto sono stati 337 gli investimenti, più della metà per colpa dell’automobilista. Un bilancio pesante si conta anche tra i motociclisti. Sei di loro sono rimasti uccisi a seguito di un incidente stradale (uno in meno rispetto al 2008), mentre i feriti sono stati 1.198. I dati del Comune indicano anche altro. Spiegano che è stato sabato il giorno e ottobre il mese con più incidenti mortali, avvenuti soprattutto tra le 18 e le 21, con picchi di incidenti nelle notti tra il venerdì e il sabato e tra il sabato e la domenica. Anche tra quartieri c’è differenza. A causa della lunghezza della sua rete stradale, il Navile si è infatti riconfermato il quartiere con il maggior numero di incidenti (404), ma anche di feriti (546) e di morti, 9 di cui 5 nella sola Bolognina.

Beppe Persichella
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Ilikelife : Andate altrove
Inviato da : redazione  Martedì, 27 Aprile 2010 - 09:56
 
Non indifferente la campagna partita da Roma a cura del coordinamento Di traffico si muore. Si tratta, si legge sul sito, "di ciclisti urbani, utenti leggeri della strada e persone determinate a cambiare l’attuale modello di mobilità cittadina. Di traffico si muore è nato spontaneamente nel novembre del 2009 sull’onda dell’emozione per la morte di Eva Bohdalova, grazie all’iniziativa di un gruppo di ciclisti romani stanchi di morire uno ad uno durante i propri leggeri, civili, sani ed ecologici spostamenti quotidiani."
Con casco o senza!

ultim'ora

“La campagna – precisa Giacomo del coordinamento Di traffico si muore - è tutt'altro che sopra le righe. Ogni atto comunicativo va contestualizzato e il “contesto Roma” evidentemente merita un approccio “ruvido”.
Se si va in giro per le strade di Roma in bici (o a piedi) ci si accorge che l'avvertimento in sé non è "surreale" quanto si possa pensare: un turista abituato alle normali norme stradali e di convivenza (per esempio il rispetto da parte di chi guida degli attraversamenti pedonali) rischia molto più di un "autoctono" abituato alla follia del traffico romano.
Bisogna ricordare prosegue Giacomo che “Eva è stata uccisa su Viale dei Fori imperiali, che pur trovandosi tra Colosseo e piazza Venezia, a poche centinaia di metri dalla sede del Comune di Roma – quindi in una zona turistica per eccellenza – ogni giorno vede sfrecciare a tutta velocità (i ciclisti del coordinamento hanno rilevato velocità fino ai 101 chilometri all´ora) migliaia di automezzi, in barba al codice e a qualsiasi norma di convivenza civile.
Il 30 di marzo, a pochi metri dal palo dove è morta Eva, è stato investito e ucciso un turista giapponese, come al solito nel silenzio più totale dei media e nell'indifferenza delle istituzioni.

Ecco perché i turisti vanno avvisati. Ecco perché questa campagna ha un indubbio carattere sociale e, uscita il 21 aprile, in occasione del compleanno di Roma, serve proprio a tentare di scuotere le coscienze di tutti, istituzioni e cittadini.”

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Ilikelife : Ghost Bike a New York
Inviato da : redazione  Mercoledì, 13 Gennaio 2010 - 15:33


Foto di Franco Benni
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Ilikelife : Concorso Santa Graziella
Inviato da : redazione  Lunedì, 11 Gennaio 2010 - 11:40
Artisti e poeti se ci siete battete un colpo! Come sapete, la sicurezza dei ciclisti è un tema che ci sta a cuore. Ecco perché rilanciamo l'invito contenuto nel 1° Concorso Internazionale Santa Graziella, pensato per scacciare la malasorte di dosso a noi che usiamo la bici. Qui sotto un estratto del bando che potete comunque scaricare per intero dal sito di Massa Critica Rovereto
Partecipate numerosi!

La sicurezza stradale, si sa, è un tema che tocca un po' tutti. Nessuno ha voglia di uscire di casa per andare al lavoro e ritrovarsi all'ospedale, o, peggio ancora, al cimitero. Il tema tocca particolarmente chi non affronta la strada protetto da qualche mezzo corazzato, ma semplicemente in bicicletta.
Troppo spesso si trascura la variabile fortuna. Nessuno può negare che quando si viene investiti da un'automobile c'è sempre anche una componente di malasorte.
Consapevoli che oramai l’unica strada percorribile, in tutta sicurezza (e su due ruote), sia quella di affidarsi alla millenaria tradizione di scacciare la iella con amuleti e portafortuna, lo scopo del concorso è quello di fare dono all’Umanità intera di un amuleto scaccia-guai che, con ogni certezza, possa difendere la nostra incolumità infinitamente meglio di qualsiasi strumento attualmente conosciuto.
Nella fattispecie si è pensato ad un santino raffigurante, da un lato, l’immagine di Santa Graziella e, dall'altro, una preghiera che invochi protezione al ciclista.
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Ilikelife : Rimuovere la cattiva coscienza
Inviato da : redazione  Mercoledì, 18 Novembre 2009 - 08:23
Ci segnala Luca che in via Saragozza hanno già rimosso il cartello in cui c'era scritto "qui è stato ucciso Paride di 24 anni" e i fogli appesi per spiegare cos'è una ghost-bike. Non sappiamo chi lo abbia fatto e con quale fine. Deporre una bici bianca in memoria di un ciclista morto e rimuoverla, sono entrambi piccoli ma emblematici gesti di una comunità dilaniata. Che vede da una parte chi prova a esprime compassione - che vuol dire patire con, anche con l'automobilista che quella domenica di febbraio ha travolto Paride - e cerca, con una lapide alla memoria, di ricostruire legami spezzati; dall'altra, un altro segmento di comunità che rimuovendo quei simboli ritiene magari di rimuovere il problema e il sangue versato su quella strada. O di restituire decoro alla strada. La strada è la casa di tutti. Li' il decoro pensiamo si debba misurare non con il falso lindore, ma con la compostezza con cui si vive il dolore. Se pensi che quella bici non debba essere rimossa firma la Petizione!
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Ilikelife : Per Eva e per tutti i ciclisti uccisi
Inviato da : redazione  Martedì, 10 Novembre 2009 - 09:12
Non crediamo che anche un solo morto sia un prezzo ineluttabile da pagare sull'altare della mobilità e non crediamo che non ci siano soluzioni a questa mattanza. Pensiamo si debba ristabilire il principio di responsabilità. Anche a costo di cominciare a chiedere una "nuova 626" per le Città. Una certificazione di territorio sicuro Se non un Testo unico in materia di salute e sicurezza nelle città almeno una carta dei doveri dei Sindaci. Nei luoghi di lavoro ci sono precise responsabilità  anche penali in capo agli amministratori. Anche le città (il luogo dove si muore di più) hanno degli Amministratori e anche le strade provinciali fanno capo ad Amministratori. Pensiamo che mobilità sostenibile e sicurezza stradale siano due facce della medesima medaglia. Lavorare per l'una significa favorire anche l'altra. Per queste ragioni se vedete per strada una bici come questa qui sopra non rimuovetela, ma fermatevi a pensare perché li è morto (prima ancora che un ciclista) un uomo o una donna. Che non potrà più sorridere: come Eva.
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