Caccia al ciclista! di Camilla Endrici

38 euro.
Tanto dovrò pagare per aver incautamente percorso un breve tratto di portico in bicicletta lo scorso 13 luglio.
Piazza Santo Stefano, ore 17.30, caldo torrido e selciato della piazza che non è il massimo per un ciclista, mi inducono usare il marciapiede per un breve tratto.
I vigili mi bloccano alla fine della piazza, dal lato, per intenderci, che va verso la Porta. A nulla valgono i miei tentativi di trattare, perché la risposta degli agenti, seppure gentili, è ferma: “da dieci giorni abbiamo un preciso ordine di servizio di multare le bici sotto i portici”.
Sussulto sul sellino. “Ordine di servizio, e di chi?”, domando, fintamente ingenua.
Dall’alto”, è la risposta evasiva che giunge alle mie orecchie di  ciclista che in 20 anni su due ruote a Bologna non ha mai sentito parlare di multe.
Ora, per carità, in bici sotto i portici non ci si può andare, quindi io ho sbagliato e pagherò. Ma le cose che proprio non vanno giù sono il prezzo della sanzione (sinceramente eccessivo…) e la risposta che mi è stata data dai gentili agenti.
Tanto che, non contenta, decido di andare a fondo alla questione e il giorni dopo, intercettando altri due vigili, mi informo su questo “ordine dall’alto”. Confermano.
Non solo, ma mi spiegano che una pattuglia è in servizio APPOSTA con questa funzione.
Sempre più insospettita, mi metto al lavoro per parlare con il comandante dei vigili urbani, Mario Di Palma; dopo 2 giorni di ricerche, finalmente mi risponde tramite l’ufficio stampa del Comune: nessun ordine di servizio è stato dato, nessuna pattuglia ad hoc, solo la raccomandazione di tenere d’occhio anche i ciclisti.
Ora, io non ho argomenti per ritenere che Di Palma dica il falso. Certo quattro agenti di polizia municipale in circostanze diverse mi hanno detto che un ordine di qualche tipo c’è stato.
E non posso, da cittadina su due ruote, non mettere in relazione questa “stretta” sui ciclisti con le proteste, patrocinate soprattutto dai ciclisti, contro l’apertura anticipata di Sirio.
Certo non posso parlare di una ritorsione meditata e intenzionale, ma sicuramente questo piccolo fatto racconta di quanto ancora ci sia da fare in città per promuovere la mobilità su due ruote non motorizzate. Per quanto riguarda la mobilità in bicicletta l’impressione è che si predichi bene e si razzoli male come già detto su questo sito mesi fa  e come si può notare qui sotto da alcuni scatti di Gabriele Annichiarico.

Io da parte mia continuerò ad andare sotto i portici in quelle zone dove il rischio di venire falciati, stando sulla strada, è ancora troppo alto: la vita val bene 38 euro!
A tutti  i compagni di sellino raccomando invece grande attenzione, soprattutto in centro.
Aprite gli occhi: uno per i vigili e l’altro per le auto!

Camilla Endrici

0 Comments

  1. …e un terzo per i pedoni, che sotto i portici sono sovrani!

  2. a me è andata meglio e me la sono cavata con una tirata d’orecchi. che a 57 anni mi è venuta voglia di dare un ceffone al ragazzino presuntuoso. ma aveva ed ha ragione lui quindi non si fa ! rimane il problema della democrazia . mentre cementieri ed alfaltisti hanno lobby potentissime noialtri ciclisti siamo degli irriducibili romantici. bisogna andare e tornare in piazza e tornarci e tornarci e tornarci e soprattutto avere una struttura che pesi !
    mad max

  3. Penso che le ciclabili problematiche siano in primo luogo quelle che non ci sono.

    Precisamente penso che le ciclabili debbano avere quattro caratteristiche principali:

    1) protette dal resto del traffico, almeno qui in Italia è necessario.

    2) dritte, meno tortuose sono meglio è

    3) lisce, senza radici esuberanti ma anche senza fondi con sampietrini

    4) piane, non esiste che i mezzi motorizzati marcino a raso e handicappati, pedoni, passeggini e ciclisti debbano farsi la salita.

    Non mi accontento, almeno quando miro, miro alto.

  4. Un “incattivirsi” nei confronti dei ciclisti l’avevo notato anch’io, ultimamente.

    E comunque sotto i portici da parte dei vigili ci vorrebbe un po’ di discrezionalità: se uno si lancia a palla tra i pedoni va fermato, ma se uno ci passa piano e con attenzione perché altrimenti il suo percorso sarebbe pericoloso/accidentato be’, il libretto delle multe dovrebbero tenerlo in tasca.

    Io sono stato fatto scendere per pochi metri contromano in via Zamboni, a un niente dall’inizio della (ridicola, come tutte quelle in città) pista ciclabile, apostrofato pure con un po’ troppa boria, tipo “e lei dove crede di andare?”

    Però, polemicamente, quando sempre in zona, la mia bici è stata danneggiata a 3-4 metri dalla loro postazione, non se n’è mica accorto nessuno, guarda un po’!

    Il problema è che a Bologna non ci sono le condizioni per muoversi in sicurezza in bicicletta. La risposta a suon di multe mi sembra solo un ennesimo segnale dell’incapacità politica di affrontare i problemi (di mobilità, in questo caso) in maniera seria.

  5. va là che se la signora commissario andasse in bici a lavorare, ci tornasse pure, e poi magari tornasse dove tiene famiglia con un treno + bici allora vedrai che le cose cambierebbero. controllare le decine di auto blu davanti alla stazione ferroviaria per capirci.

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