In silenzio per favore

Riportiamo dal blog dell’associazione Ciclonauti di Roma questo toccante elogio funebre per Eva.

Se a 28 anni vai al lavoro in bicicletta e di notte percorri via dei Fori Imperiali per tornare a casa non crederai mai che all’improvviso un taxi ti piombi addosso come un missile. Sono anni che ti sposti in bicicletta in questa folle e splendida città. Tante volte ti è capitato di sentirti in pericolo circondata da automobili e scooteroni. Hai visto negli occhi quelle persone che guidano con rabbia e violenza. Nella vita sembrano persone affidabili ma quando posano le mani sul volante e il piede sull’acceleratore cambiano. Li vedi quando non rispettano la precedenza agli incroci, attraversano con il rosso i semafori, non si fermano davanti ai pedoni che attraversano sulle strisce, si lanciano a tutta birra non appena vedono un po’ di strada libera, parcheggiano in doppia fila o sul marciapiedi, aprono gli sportelli senza prima guardare dietro. Tutto per recuperare qualche minuto in più per una vita persa in mezzo al traffico. Spesso ti sei ritrovata a difendere con le unghie e con i denti il tuo diritto ad esistere sulla strada con la tua bicicletta senza alcun motore oltre la forza muscolare. Ma una vigliaccheria del genere non te l’aspettavi proprio. Non ce l’aspettavamo noi. Essere travolta alle spalle da un’automobile su via dei Fori Imperiali ti sorprende.
Vogliamo la verità e la giustizia per Eva!

0 Comments

  1. una possibile spiegazione…

    Marcus Raichle, studioso di neuroscienze presso la Washington University di Saint Louis, ritiene che una possibile spiegazione riguardi il fatto che l’ira impedisce di elaborare il pensiero in maniera efficace. Raichle fa presente che per i nostri progenitori preistorici, che tutti i giorni si trovavano faccia a faccia con un predatore o un competitore, una reazione riflessa di tipo emotivo poteva risultare assai più utile di un ragionamento su quale direzione prendere nella fuga o sui vantaggi di questo o quel nascondiglio. Tutto ciò non vale più, naturalmente, nel traffico congestionato del ventunesimo secolo: ma la “rabbia al volante” a questo punto non sarebbe altro che un retaggio – uno dei tanti – della nostra storia evolutiva.

    http://www.andreadrusini.it/documentazione/lezioni_antropologia/lezione_06.pdf

    Il cervello è un dono di tutti, il saperlo usare è un arte di pochi(?).

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