Giro d’Italia in Bolletta [11]

Giorno dopo giorno mi sento sempre meno spaesato nella sala stampa del Giro. Qui sto trovando dei meravigliosi buffet gratuiti (oddìo, a parte alcune accecanti delusioni tipo Milano) e delle connessioni internet a scrocco…
Per il resto, godo sempre del più totale anonimato. Sono circondato da uomini-portatili. Guardano la telecronaca di Bulbarelli e ticchettano sui tasti. Scrivono sui notes parole chiave. C’è molto da imparare, osservandoli. Hanno mestiere.
Competenza non so, a volte sento pronostici che se li fai al bar dalle mie parti ti danno proprio del patacca. Oppure, nella maggior parte dei casi, sentenziano delle previsioni che sono talmente ovvie che non c’è proprio gusto a farle. Come mi sentirei a pronunciare in tv che tra Inter e Spal mi sento che l’Inter sia favorita? Bleah!
Dei giornalisti non apprezzo tanto la capacità di ricostruire gli eventi in maniera corretta, quanto il coraggio di essere originali e brillanti nello scrivere… Una metafora sfiziosa, una deduzione coraggiosa e rischiosa sono il sale degli articoli, specie nello sport, dove la cronaca la fanno già da sola i risultati.
Ogni tanto un articolista mi passa davanti e io lo riconosco, l’ho visto nelle varie Domeniche Sportive…
Per esempio al traguardo di Bergamo ho riconosciuto il mio sodale di colazione. Colui che mi fa compagnia nella mezzora quotidiana del caffelatte. Lo leggo sempre sul quotidiano dove scrive, da anni.
Spesso segue il calcio e si capisce lontano un chilometro che tifa Juve.
Ma chissenefrega! Ha una bella penna e basta! Ricordo ancora un suo articolo sui 70anni di Trapattoni, con una chiusura davvero da fantasista del giornalismo.
Bene, a trovarmelo davanti al Giro ho pensato che avrei voluto dirglielo. Che prendo il caffelatte con lui tutte le mattine. E che quell’articolo là mi aveva proprio colpito. Ma mentre provavo a dirglielo mi sono sentito subito ridicolo… Ho pensato che lui avrebbe sicuramente scambiato la mia ammirazione per piaggeria. Cosa che puntualmente è accaduta. Per comunicare queste sensazioni ci vuole più tempo di una stretta di mano. Nei 30 secondi mi sono sempre districato male, io vengo fuori alla distanza.
Gli ho comunque lasciato il mio cd e spiegato il perchè mi ritrovo in bolletta al Giro. Mi guardava vagamente stupefatto. Atmosfera surreale, mentre intorno tutti ticchettavano…
Tra una scroccata e l’altra, tra una furberia e un digiuno, tappa dopo tappa spio dall’oblò il mestiere che a 15 anni avevo sognato di fare (prima di scoprire il mio orecchio assoluto).
Ma se devo fare io un pronostico tra l’Inter e la Spal scelgo la Spal!
Dopo il pieno di metano di questa sera e la cena a base di pesto e calamari scroccata a casa di amici spezzini il conto del mio Giro in Bolletta è di 124€. Sono sempre in media.
E domani alle 5 Terre mi gioco il jolly e conto di non spendere un bel niente!!!

[nella foto Marzio Bruseghin e Guido Foddis]

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  1. Questa cronaca del Giro mi diverte un sacco, bravo Guido. Non sono mai stato un appassionato dell’evento (oops) ma i tuoi racconti in pillole me lo rendono simpatico e umanissimo. Complimenti.

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