La mia bici preferita di Paolo Andreoli

Non vado in bicicletta e questo potrebbe farmi sentire fuori posto in sito web dedicato agli Amanti della bicicletta. Ma non è così.
Io le bici le amo talmente che le colleziono.
E siccome mi piacciono con quelle forme un po’ tondeggianti di una volta, colleziono velocipedi delle origini e comunque non più recenti del 1910. Sono fatto così. Da circa 20 anni mi dedico alle mie amate biciclette d’epoca cercandole in giro per il mondo.
Spesso le trovo in condizioni miserrime con copertoni inesistenti, raggi rotti, selle sfondate, parti meccaniche bloccate. Anche così riesco comunque a vedere il loro antico splendore. E lavoro per riportarlo in vita. E’ tutt’altro che semplice. E’ un lavoro lungo che va condotto “con tutto il tempo che ci vuole”. Forse chi è più giovane non comprende questa espressione, ma provo a spiegarmi con un esempio.
Se devi restaurare una bicicletta inglese e ti manca una vite non puoi mettercene una qualsiasi, ne tantomeno adattarne una continentale perchè la filettatura d’oltremanica è differente da quella del resto d’Europa. Ecco che allora ti tocca costruirla quella vite e magari per crearla è necessario ideare una macchina che sia in grado di fare ciò. Una macchina che magari non esiste più.
Succede perciò che il restauro di una bicicletta possa diventare un’avventura esplorativa che ti porta a comprare libri (antichi pure quelli), a incontrare persone, a viaggiare, a inventare.
E’ così che succede: lentamente, giorno dopo giorno,  riporto in vita queste macchine meravigliose solo per poterle ammirare. E spesso mi capita di incantarmi quando mi fermo a contemplarle.
Attualmente la mia collezione consta di 53 biciclette funzionanti e di 15 ancora da restaurare. Per tutte provo la stessa passione anche se devo ammetterlo, quella che preferisco è questa qui a lato.
E’ una Durselei Pedersen del 1905. Guardatela, non è un amore?

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