Meno inquinanti se ti muovi in bici di Martino Caranti

Per la serie Cicloruzione, il consueto articolo quindicinale dedicato alla mobilità in bicicletta, ecco questa volta un interessante intervento di Martino Caranti che oltre ad essere il Presidente del Monte Sole Bike Group – Fiab Bologna, è anche un ingegnere chimico. Qui di seguito ci spiega perchè andare in bicicletta ci fa respirare meno inquinanti rispetto ad altri mezzi di trasporto.  L’articolo è uscito ieri sul quotidiano il Domani di Bologna.  Come sempre, a beneficio di chi ci segue da fuori Bologna, lo riproponiamo.
E’ opinione diffusa, soprattutto tra i non-ciclisti, che andare a lavorare (o a scuola) in bicicletta nel traffico urbano sia estremamente dannoso e che meglio sarebbe prendere l’auto (o un altro mezzo) per compiere lo stesso tragitto. Sono disponibili, troppo spesso taciuti, molti dati in letteratura scientifica (continuamente confermati dagli studi più recenti) per arrivare a concludere che:
1)   Negli abitacoli delle autovetture gli inquinanti si concentrano (cioè un autista respira più inquinanti di quanti ci dicano le centraline fisse).
2) Un ciclista respira meno inquinanti di un automobilista, anche considerando un’eventuale iperventilazione da sforzo.
3)  La bicicletta di un adulto è il mezzo più sano per accompagnare un bambino a scuola.

Per chi desidera, una ricerca specifica sull’argomento condotta dall’autore è disponibile sul sito del Monte Sole Bike Group . Tra i tanti esempi del fatto che all’interno dell’abitacolo gli inquinanti si concentrino, vale la pena citare i risultati di Zagury   – 2000 che ha studiato l’esposizione agli inquinanti in Parigi di 203 taxisti. I dati che seguono si commentano da soli: il primo dato riporta i valori registrati dalle stazioni fisse (SF), all’aria aperta; il secondo quelli rilevati all’interno dei taxi (IT)
CO (ppm)    1.0 (SF)   3.8 (IT)

BS – Polveri fini (μg/m3)    44   (SF) 168 (IT)

NO (μg/m3)    55  (SF)  625 (IT)

NO2 (μg/m3)    72  (SF)  139 (IT)

Tra i tanti studi che dimostrano che il ciclista respiri meno inquinanti di un automobilista, limitandosi a citare alcuni tra quelli pubblicati, vale la pena di citare il lavoro di Adams  – 2001 (Londra): “in una media di 465 percorsi su 61 persone nel Febbraio 2000 sono stati rilevati i seguenti valori di polveri PM 2.5:

23.5 µg/m3 (± 1.8) per i ciclisti

38.9 µg/m3 (± 2.1) per gli occupanti di bus

33.7 µg/m3 (± 2.4) per gli automobilisti

157.3 µg/m3 (± 3.3) in metropolitana”

Ranke  – 2001, a Copenhagen, nell’estate 1998, fa percorrere a squadre di ciclisti e di automobilisti (in coppia, uno su una Volkswagen Vento ed uno su una FIAT Brava) lo stesso percorso (7,6 km) all’interno della città, rilevando l’esposizione agli idrocarburi (BTEX) ed alle polveri. Analizzando i dati di esposizione agli inquinanti, risulta evidente come “i conducenti di auto siano soggetti a concentrazioni 3÷4 volte superiori di BTEX e circa due volte superiori di polveri rispetto ai ciclisti”. Altri autori   sono giunti alle stesse conclusioni studiando l’esposizione agli inquinanti atmosferici di lavoratori che si muovono in auto, treno, bus, bicicletta ed a piedi in Sidney. Infine solo una citazione ad un articolo di due medici milanesi: Bai e Fabbri  – 2004 hanno percorso con una Lancia Phedra nuova la Tangenziale Est di Milano. “I risultati? In alcuni casi allarmanti. La concentrazione di benzene presente nell’auto, per esempio, è pari a 34 volte il limite di soglia…”. Ed ancora, sempre tratto dall’articolo, “l’inquinamento nell’abitacolo può arrivare a superare sei volte quello su strada. I risultati delle nostre analisi lo confermano: il benzene supera di oltre 30 volte la soglia limite accettabile. Rimedio: usare i mezzi pubblici. Camminare o pedalare, contrariamente a quanto si potrebbe pensare, è più sano che prendere l’auto.” Per le “grandi opere” servono tempi lunghi, menti illuminate e lunghe verifiche. Settembre sta per arrivare. Un bambino portato a scuola sul seggiolino della bicicletta dei genitori cresce più sano (lui ed i suoi genitori) e non intasa gli ingressi delle scuole. Questa è una grande opera che si può fare subito.


Ing. Martino Caranti
 

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